Il Tirreno

Il sindaco: forze locali per la carrarese

Luca Santoni
Il sindaco: forze locali per la carrarese

Zubbani lancia l'appello agli imprenditori e punta a costituire una Fondazione

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CARRARA. Il sindaco Angelo Zubbani lancia un appello alla classe imprenditoriale locale per salvare la Carrarese e trascinare la società di piazza Vittorio Veneto fuori dalla crisi. Serve serietà ovviamente e su questo punto si sono espressi anche i tifosi azzurri con un comunicato nel quale si oppongono all'ingresso nella Carrarese «di personaggi poco raccomandabili». La soluzione più gradita sarebbe quindi quella cittadina, ma senza «baratti o scambi di nessun tipo» puntualizza Zubbani, il quale rilancia l'idea di una fondazione, finalizzata a sostituire il vecchio ente Cultura e Sport. Adesso però serve una risposta chiara degli industriali.

Dice Zubbani: «Io non sono a conoscenza di contatti e movimenti che il signor Tartaglia evidentemente ha. L'amministrazione comunale è impegnata su un percorso locale. Le nostre attenzioni di questi giorni sono rivolte alla sensibilizzazione del mondo imprenditoriale, ovviamente soprattutto del marmo, ma non solo. Noi siamo su questa pista di lavoro, che possa convincere queste imprese a farsi carico di una responsabilità sociale e quindi stare vicini ad una società con 107 anni di storia. Anche in questi giorni si è dimostrato che i tifosi che vengono allo stadio rappresentano anche con la loro partecipazione una platea di passione ben più ampia rispetto ai biglietti venduti. Credo che anche questo abbia fatto presa. Sul resto, mi sono sentito con Gigi Buffon la scorsa settimana, mi ha confermato quello che poi mi risulta abbia detto anche in diretta alla sala Amendola l'altra sera, ribadendo che lui ha a cuore la città, la società, che ha fatto ogni sforzo possibile in questi anni in solitudine, questo è vero, e che quindi lui auspica che possa continuare il suo percorso e restare in società insieme all'Amministrazione.

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L'unico messaggio che ho recepito è quello di Buffon. Io stesso ho ricevuto email di avvocati che rappresentavano non so chi. Non ho neanche perso tempo a capire chi erano e da dove venivano, perché ritengo che se ci fossero intenzioni serie anche di qualcuno che viene da fuori, si dovrebbero presentare nei dovuti modi, nelle dovute sedi istituzionali».

In questi giorni è arrivata qualche comunicazione dal gruppo Tartaglia?
«No. Io ho incontrato il signor Tartaglia una volta in municipio.Dopodiché io non ho avuto più contatti con lui, salvo per un interessamento riguardo l'asta dei blocchi, che si sarebbe dovuta svolgere nelle scorse settimane presso il cantiere navale, cosa che poi non si è tenuta».
In città circolano i nomi dei più famosi industriali del marmo...
«Credo che la situazione sia difficile e merita di essere trattata con un minimo di riservatezza, perché sarebbe ingiusto ed improprio dare speranze alla tifoseria e ai cittadini. Diciamo che io intendo proseguire questo lavoro insieme all'assessore Benedini e ci prendiamo qualche giorno. Il tempo stringe, e siamo consapevoli che i problemi non aspettano, però faremo il possibile per concretizzare quelle che al momento sono attenzioni. Attenzioni da parte di questo mondo che in precedenza, anche su analoghe chiamate, si era dimostrato molto distante dalla società. Ecco mi sembra che oggi questa distanza sia diminuita, ma da qui a dire che il sindaco e l'Amministrazione hanno in tasca una soluzione definitiva ce ne corre. Mi auguro che ciò avvenga, ma ci stiamo ancora lavorando».

Tutti aspettano di capire cosa accadrà nel prossimo cda della Carrarese (posticipato a giovedì 26)
«Io non sono un esperto di vicende societarie. Ci sono i tecnici che devono fare il loro lavoro. Chiaro che il lavoro che stiamo facendo, sarebbe agevolato se ci fosse una maggior chiarezza rispetto all'agibilità del signor Tartaglia, sulle sue quote e quant'altro. Finché questa questione rimane fluttuante, e può portare a quello che mi auguro siano solo voci, di certo non aiuta neanche il lavoro che stiamo portando avanti. Già un mondo (quello degli industriali locali ndc) che è sempre stato negli ultimi anni riottoso ad avvicinarsi alla società, poi nel momento in cui si appresta a farlo, le notizie di questi giorni non aiutano certo. Mi auguro che dal punto di vista del rispetto delle norme societarie, chi è preposto a farlo, lo faccia».

Insomma, lei si augura una soluzione interna alla città di Carrara.
«E' su questo che noi stiamo lavorando, perché la squadra di calcio della società ha sempre avuto i suoi fasti quando c'erano risorse provenienti da industriali della nostra terra. Dopodiché io ho apprezzato anche la parentesi di Ponte, che uscì coi libri in pari. Pur essendo non “indigeno”, quando se ne andò, lasciò la società senza debiti, come avevano fatto i suoi predecessori, da Gaspari a Grassi e quant'altro. Diciamo che c'era sempre stata una tradizione alla Carrarese: chi se ne va, non lascia problemi aperti. Questo è avvenuto principalmente per le sensibilità di imprenditori locali. Mi auguro che questa tradizione d'impegno della nostra imprenditoria, che si è interrotta da alcuni anni, possa adesso riprendere, non tanto per scambiare qualcosa con l'Amministrazione Comunale o col Consiglio Comunale, che su questi punti devono restare fermi. Noi non stiamo ragionando per scambiare benevolenza sui procedimenti che sono in corso: la gestione dei beni stimati, delle tariffe eccetera. Noi stiamo ragionando su queste questioni, chiamando ad una responsabilità sociale, che deve essere ben distinta rispetto a tutte le altre questioni che stiamo affrontando. Questioni che devono portare questo mondo a dare più ricchezza alla città, più occupazione ed essere più vicino alla sua comunità. Due piani che - sottolinea il sindaco – sono completamente distinti. Non si sta offrendo baratto o scambi di nessun tipo. Si sta solo dicendo che dopo alcuni anni noi chiediamo a quel mondo e a chi può di farsi carico anche della Carrarese. Non ci sarà solo la Carrarese. So bene che ci sono anche altre priorità dal punto di vista culturale, sociale. La città sta soffrendo e mi auguro che si riapra un rapporto virtuoso, non col sindaco quasi a fine mandato, ma con la comunità dove loro lavorano».

In questa linea state pensando ad una fondazione che si occupi di Carrarese, ma anche di sport dilettantistico, di sociale e cultura?
«Sono mesi che si sta facendo, ancora prima della crisi della Carrarese. La strada è questa: sostituire il vecchio ente Cultura e Sport con un contenitore, una fondazione che si occupi di sostenere l'attività sportiva di una società professionistica come la Carrarese, e che si possa occupare anche di altre azioni. Questo sarebbe e utile, perché c'è una parte di città alla quale interessa la Carrarese, e un'altra parte alla quale può interessare vedere finanziata un'opera pubblica, anziché un evento culturale o teatrale, posto che siamo dietro alla riapertura del teatro Animosi. Di gesti buoni, ne abbiamo bisogno in tutti i campi. Il contenitore di una fondazione dovrebbe essere messo a regime e continuare negli anni futuri, seguendo un percorso nuovo. Ci auspichiamo di stringere su questa nuova fondazione, che però dalla sua costituzione, alla sua registrazione con notaio, atti burocratici e quant'altro, credo non abbia i tempi necessari a dare subito un segnale concreto, volto a risolvere la crisi societaria della Carrarese».

Dal sindaco ai tifosi. «Preso atto - si dice in una nota - delle continue voci sulla compravendita della società Carrarese Calcio, i tifosi proseguiranno il loro percorso verso l'azionariato popolare intrapreso assieme all'avvocato Vittorio Briganti e a Walter Devoti. Verrà convocata un'altra assemblea popolare per venerdì 27 Novembre presso la Sala Amendola di Avenza alle ore 21. Inoltre i tifosi si aspettano un impegno dell'amministrazione comunale, peraltro già riscontrato, per favorire la costituzione di una cordata locale. I tifosi infine si opporranno con tutte le loro forze all'ingresso nella società Carrarese Calcio di personaggi poco raccomandabili con precedenti nefasti nel mondo del calcio».

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