Attenzione
«Combattiamo insieme la paura»
L’incontro a Carrara fra giovani musulmani e cattolici del pd L’Imam: «Gli attentatori compiono crimini contro l’umanità»
CARRARA. All’ingresso, il libricino “Conoscere l’Islam” di Abu-L’Ala Maududi, teologo e politico pakistano, fra i più importanti pensatori musulmani del ventesimo secolo e colui, fra i tanti, che ha tentato di spiegare anche all’Occidente, quello sordo e cieco, cosa fosse l’Islam, una religione e una parola che significa solo “obbedienza”. Tutto intorno un enorme spazio spoglio, dentro un capannone in via Campiglia, che tutto sembrerebbe all’infuori di una moschea, se non fosse per quella piccola saletta nascosta sulla sinistra ricoperta di tappeti colorati che guardano tutti verso la Kaaba, la Mecca. Un luogo di culto che venerdì sera si è trasformato nel punto di incontro fra musulmani e cattolici del territorio: luogo di scambio, di conoscenza, di volontà di distruggere stereotipi e paure che si auto-alimentano. Fuori dai confini apuani come dentro, come dimostra la polemica sulle moschee che, secondo alcuni politici, dovrebbero essere chiuso. Anche qui, dove nulla succede.
L’iniziativa è stata organizzata dai Giovani democratici del Pd di Massa Carrara insieme alla comunità islamica della provincia di Massa Carrara, «per iniziare a conoscerci», commenta l’onorevole Martina Nardi, del Pd, che durante la serata ha distribuito copie della Costituzione italiana. «È quella che unisce tutti - spiega - senza distinzione di sesso, razza, età. È da qui che bisogna partire per creare integrazione. E questo - aggiunge - vuole essere solo un primo momento, un primo step di un lungo percorso».
E venerdì sera c’erano i giovani a confrontarsi, a conoscersi, a parlare di gioventù, perché «l’attentato a Parigi - commenta l’imam Sbai Youssef - è stato compiuto da giovani contro giovani; è qui la radice di tutto». C’erano ragazze con il velo e senza, senegalesi, marocchini, massesi e carraresi. Musulmani e cattolici: due religioni e un unico mondo.
Hanno preso parola, spiattellato le loro vite, i loro pensieri, le loro opinioni. «Io sono italiano e vi chiedo scusa - dice Mario Taurino, segretario dei Giovani Democratici di Massa Carrara - Vi chiedo scusa perché abbiamo giornali come Libero che ha scritto quel titolo (Bastardi islamici, ndr). Vi chiedo scusa. Mi vergogno».
E mentre i giovani parlavano, gli uomini servivano tè e biscotti senza accettare un “no, grazie”, che, per loro, è peggio di un insulto. Si è parlato di Corano, di Islam e di terrorismo.
«Vedete - dice un giovane musulmano - il Daesh ci sta rubando la religione. Quello non è Islam, nel Corano c’è scritto di rispettare l’altro, anche se ti fa del male, c’è scritto di rispettare la donna e c’è scritto anche di accettare i kafir», ossia i non credenti, da kufr: ignoranza.
«Quelli - incalza un altro, riferendosi sempre agli attentatori di Parigi - non sono musulmani, sono delinquenti. Non stanno facendo questo in nome di una religione, ma stanno compiendo un crimine contro l’umanità». Parole di conoscenza, di integrazione. Peccato che a ascoltarle non ci fosse chi predica odio.
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