Il Tirreno

Gli anti Costa in marcia fino a Ceparana

Gli anti Costa in marcia fino a Ceparana

Martedì l’incontro con la Provincia: «Ci aspettiamo soluzioni concrete, altrimenti intensificheremo la protesta»

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AULLA. «Vogliamo, nel modo più assoluto, uscire con qualcosa di concreto in mano dalla riunione di martedì prossimo in Provincia, non soltanto con promesse, altrimenti intensificheremo la protesta». Questo il messaggio che è stato inviato ieri dai circa cento manifestanti anti Costa, i quali si sono ritrovati nuovamente, per il quattordicesimo giorno non consecutivo, a fare avanti e indietro sulle strisce pedonali ad Albiano Magra, in modo da creare rallentamenti nel traffico veicolare e mantenere alta l'attenzione sulla loro causa. Ad amplificare il messaggio con il megafono sono stati i due personaggi più in vista della mobilitazione con cui si chiede la chiusura della ditta Costa, ovvero l'ex consigliere comunale Walter Moretti e l'ex presidente della locale sezione della Croce Rossa, Roberto Cipriani, i quali hanno anche apprezzato le parole del vice presidente della Provincia Ugo Malatesta, pubblicate ieri su queste pagine: «Siamo rimasti colpiti favorevolmente dalle dichiarazioni di Malatesta e vorremmo che il nostro sindaco e il Partito Democratico, che amministra Regione e Provincia, si parlassero, perché da questo possono scaturire delle soluzioni a noi favorevoli». Quindi, gli albianesi che manifestano da più di un mese contro la ditta Costa, di cui chiedono la chiusura, vogliono vedere dei risultati concreti dal vertice di martedì prossimo a Massa, presso la sede della Provincia, e non hanno intenzione di lasciare deserte le piazze e le strade. Infatti, stamani saranno ancora in piazza: erano intenzionati a raggiungere Massa per invadere pacificamente la Provincia gli albianesi, ma, essendo stato fissato l'incontro per martedì prossimo, gli anti Costa manifestano dalle ore 10 ad Albiano Magra, con un corteo che attraverserà la più popolosa frazione aullese, spingendosi fino quasi a Ceparana di Bolano, quindi fino al confine con la Liguria.

Nel frattempo, sul sito web dell'Arpat è comparso un comunicato stampa in cui si sostiene che, in merito all'incendio che ha colpito la ditta Costa domenica 4 ottobre, le analisi effettuate dall'Arpat non hanno riguardato gli idrocarburi, ma Ipa (Idrocarburi Policiclici Aromatici) e diossine: a seguito dell’incendio presso il capannone dell’Impresa Costa Mauro di Aulla nella notte tra il 4 e 5 ottobre scorsi, Arpat ha prelevato alcuni campioni di ortaggi per poter così valutare gli effetti di eventuali ricadute a terra di inquinanti prodotti dall’incendio. Il numero e l’ubicazione dei campionamenti sono stati stabiliti congiuntamente da Arpat, Asl e Comune di Aulla, sulla base della relazione trasmessa dal Settore Modellistica Previsionale dell'Area Vasta Centro di Arpat. Si è, quindi, deciso di eseguire due campionamenti di vegetali a foglia larga nelle due aree di ricaduta individuate dal modello previsionale e un campione di vegetali a foglia larga da assumere come bianco di riferimento nell'area esterna al perimetro di ricaduta. Le analisi effettuate da Arpat non hanno riguardato gli idrocarburi, ma Ipa e diossine. I risultati analitici dimostrano l’assenza di differenze significative tra il campione di bianco e gli altri due campioni per i parametri ricercati, ossia Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e diossine. Si fa qui presente che non è stato ricercato il parametro Pcb, poiché questo non si sviluppa a seguito di incendio ed ha origini diverse. Gli esiti analitici sono stati messi a disposizione delle autorità sanitarie, per le opportune valutazioni di competenza, il 28 ottobre».

Gianluca Uberti

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