Finanza
Ferri: «Abbattiamo le barriere»
Il sottosegretario al convegno sulle disabilità propone un testo unico
BAGNONE. Nella sala consiliare di Bagnone si è tenuto un convegno che ha fatto luce sulle problematiche quotidiane che i disabili devono vivere nell’approcciarsi al tessuto urbano.
L’evento creato in collaborazione tra comune di Bagnone, Associazione Lunigianese Disabili e Centro Studi Giuridici di Pontremoli ha analizzato quali possano essere le nuove strade da percorrere per fare sì che le città ed i piccoli centri urbani riescano a diventare a misura d’uomo, intendendo con quest’ultima espressione qualsiasi cittadino, sviluppando un’urbanistica che sia in grado di azzerare il dislivello tra chi è portatore di handicap e chi invece non lo è.
Un ragionamento che va esteso anche agli anziani che rintracciano le medesime difficoltà, cambiando l’approccio mentale al problema facendo diventare questa battaglia anche culturale, concependola come un atto di progresso dovuto. E nel carniere del dibattito si è parlato della normativa attuale, applicata a corrente alternata, delle possibilità di integrazione con migliorie che la possano calare nei tempi attuali e naturalmente della parte ingegneristica per agevolare una migliore fruizione del contesto urbano.
I lavori sono stati coordinati dal Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri che auspica “un cambio culturale, visto che è una tematica che riguarda tutti, bisogna avere la consapevolezza che la sfida alle barriere architettoniche deve proiettarci verso la visione di una società moderna e diversa, in un rispetto dei diritti che deve riguardare in egual modo disabili e non disabili. Non bisogna mai dimenticarsi del concetto di ambiente sociale accessibile, andando verso la condivisione degli spazi, salvaguardando quei diritti di uguaglianza ed integrazione che sono fondamenti della nostra Carta Costituzionale. Oggi è emersa la volontà di tutti i comuni della Lunigiana di adottare il piano di accessibilità che deve essere l’inizio”. In merito alla normativa attuale Ferri propone la codificazione in un unico testo che possa consentire la certezza dal punto di vista legislativo in merito a questo argomento. Gli interventi di due docenti delle Università di Firenze e Brescia, rispettivamente Antonio Laurìa e Alberto Arrenghi i quali hanno dato una visione lucida dei metodi di intervento nei centri storici.
«E’ una battaglia di connotazione sociale –afferma Arrenghi – per riusicire a cogliere il risultato bisogna agire come tecnici. Bisogna uscire da una concezione sentimentalmoralistico del problema, bisogna investire in cultura progettuale per riuscire a conseguire il risultato». Più componenti concorrono nell’analisi di questa problematica.
«L’accessibilità la concepisco come una disciplina etica ma anche una possibilità di arricchimento per la società, con una maggiore propensione alla sicurezza.
Ci sono molte sfaccettature da considerare, ma uno spazio più accessibile ci consente di relazionarci meglio con gli altri e creare un ambiente più fruibile».
«Consentire a tutti di vivere la propria vita normalmente – afferma il Procuratore Generale della Toscana Beniamino Deidda – ci permette di costruire una civiltà più progredita ed avanzata sul piano dei diritti. Credo che le normative non siano scarse in questo settore, ma la cultura per sostenere tali scelte.
Le risorse per metterle in campo si trovano, come si trovano per le cose sciocche».
Giacomo Perfigli, presidente Provinciale dell’Associazione Paraplegici ha dato uno spaccato di come sia importante il lavoro delle associazioni che monitorano il territorio. «E’ una grande battaglia, ma occorre l’aiuto di tutti, da parte degli enti pubblici, dei professionisti e delle associazioni che possano garantire un’accessibilità garantita a tutti i cittadini, andando a eliminare tali disagi».
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