Finanza
In aula magna è assemblea permanente
Striscioni, cori e schitarrate: gli studenti fanno sentire la loro voce di scontento
CARRARA. Striscioni colorati appesi alle finestre, momenti di dibattito e confronto ma anche, perché no, una schitarrata in Aula Magna, con annesso coro dalla platea. Da ieri mattina il Liceo Scientifico Guglielmo Marconi è ufficialmente in assemblea permanente.
La mobilitazione nasce dalla volontà degli studenti di chiedere garanzie sul futuro della loro scuola e sull’offerta formativa di cui potranno beneficiare nel corso dei loro studi. Il nodo centrale è quello della disponibilità di accesso ai laboratori in vista della riunificazione di biennio e triennio – oggi divisi su due plessi - presso la sede dell’Itis Galilei di Avenza. Ieri mattina, presso la ex media Da Vinci, che ospita il triennio dello Scientifico, sono apparsi striscioni di protesta e cartelloni: la mobilitazione è scattata subito dopo la consultazione degli iscritti che hanno votato a stragrande maggioranza per la convocazione di un’assemblea permanente. Ancora una volta, dunque, i liceali protestano per i disagi legati alla loro sede scolastica, un problema che affligge i liceali almeno dal 2007. «La provincia da anni ci prende in giro con promesse non rispettate» ha attaccato il rappresentante di istituto del Marconi, Diego Fede Specchiale. «Ci avevano promesso 5 laboratori in esclusiva ma negli ultimi giorni hanno cambiato le carte in tavola e ora ci dicono che ne avremo solo uno» lamenta il delegato degli studenti. Secondo i ragazzi, a seguito della chiusura della sede storica del Marconi, a Fossola, abbandonata a giugno per problemi di agibilità, in vista del trasferimento sui plessi Avenzini - con 10 classi al Galilei e 15 alla ex Da Vinci – l’amministrazione provinciale aveva garantito che in concomitanza con la riunificazione di gennaio sotto il tetto dell’Itis i liceali avrebbero avuto a disposizione 5 laboratori. Una ricostruzione smentita dai vertici di Palazzo Ducale ma che comunque non esaurisce le ragioni della mobilitazione. Oltre a reclamare l’accesso ai laboratori, gli studenti chiedono chiarezza sulle ingenti risorse – si parla di 550 mila euro – stanziate per la ristrutturazione della sede storica del liceo: «Che fine hanno fatto quei soldi visto che i lavori non sono mai stati portati a termine?» si domandano polemicamente i ragazzi che sollecitano un impegno delle istituzioni per il ripristino dell’edificio di viale XX Settembre. In attesa di ottenere risposte alle loro domande, i ragazzi proseguiranno l’assemblea permanente, consentendo a coloro che non vorranno unirsi alla protesta di seguire regolarmente le lezioni.
(c.ch.)
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