Il Tirreno

Caos laboratori, il diktat di Buffoni

+di Cinzia Chiappini
Caos laboratori, il diktat di Buffoni

Il presidente della Provincia: basta litigi, trovate l’accordo

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CARRARA. «Basta litigi per i laboratori: o le due scuole riescono a concordare una soluzione, o la decisione arriverà di imperio dall’amministrazione provinciale»: è questo il diktat che ha lanciato il presidente della Provincia Narciso Buffoni al termine della riunione con i rappresentanti del Liceo Scientifico Marconi e dell’Itis Galilei.

La vicenda del liceo e dei laboratori finisce al centro di un dibattito che coinvolge anche le istituzioni e che ha già mobilitato gli studenti.

Oggetto del contendere la divisione degli spazi tra i due istituti che da quest’anno com’è noto, convivono presso l’edificio di via Campo D’Apiio, sede storica dell’Itis. Che la “coabitazione” tra le due scuole non sarebbe stata semplice lo si era capito fin dallo scorso marzo, quando preso atto dell’impossibilità di continuare a fare lezione nella storica sede di viale XX Settembre, la provincia aveva proposto ai liceali di trasferirsi sotto il tetto dei “tecnici”.

Da allora querelle e polemiche non sono mai mancate fino almeno all’inizio dell’anno scolastico: il suono della prima campanella sembrava aver riportato la pace tra i due istituti, una pace che però è durata davvero poco. A riaccendere la miccia è stato il “caso laboratori”: fonti del Marconi, studentesche e non, hanno iniziato a “reclamare” i 5 laboratori che – hanno detto – l’amministrazione provinciale avrebbe promesso ai liceali durante le “trattative” sull’accorpamento con il Galilei.

Di qui la mobilitazione degli studenti che da ieri sono entrati in assemblea permanente. La versione uscita dal Marconi, però, è stata smentita ieri mattina dal presidente Buffoni che non ha risparmiato una tirata d’orecchie nemmeno ai rappresentanti del Galilei: «Sui laboratori, noi non abbiamo mai promesso niente a nessuno. Siamo chiari: le due scuole per la nostra amministrazione hanno pari dignità. Nessuno è ospite dell’altro e tutti sono ospiti della provincia, che garantisce la struttura». Secondo il presidente, la “pretesa” del Marconi di avere 5 laboratori a sua esclusiva disposizione, nasce da una «convinzione sbagliata perché la provincia non ha mai promesso niente a nessuno».

Di qui, ha aggiunto Buffoni, le divergenze tra le due scuole: «Ci sono pareri diversi e posizioni molto lontane» ha ammesso l’esponente di Palazzo Ducale citando le richieste di Marta Castagna e Marzia Menconi, rispettivamente dirigente del Galilei e del Marconi. Nella speranza di riportare i due litiganti a più miti consigli, Buffoni ha deciso quindi di lanciare un ultimatum: «Se le due scuole saranno capaci di trovare una soluzione interna e di mettere a punto una proposta condivisa, noi la ratificheremo senza indugio. Altrimenti decideremo noi, partendo dal presupposto che i due istituti sono ugualmente importanti» ha dichiarato il presidente. Per sabato è stato convocato un “faccia a faccia” tra i dirigenti e gli insegnanti delle due scuole: da quella riunione dovrebbe uscire la soluzione condivisa auspicata dall’amministrazione.

«Da parte del nostro istituto c’è la massima disponibilità alla condivisione dei laboratori, anzi il nostro consiglio ha già messo nero su bianco una proposta, tenendo conto anche degli orari del Marconi» ha commentato Angelo Dell’Amico, rappresentante dei genitori degli studenti dell’Itis che sperano di salvare così l’offerta didattica dell’istituto inscindibile - come recitano anche i programmi ministeriali – dalle ore di laboratorio.

«Lasciamoci alle spalle il passato in modo da non alimentare vecchie polemiche. Oggi appare chiaro che alcuni spazi dovranno necessariamente essere condivisi. Per questo dobbiamo cercare di lavorare insieme e armarci di buona volontà» ha dichiarato Patrizia Conti, rappresentante dei genitori dei liceali, sottolineando la necessità di uno sforzo comune per garantire il più possibile l’offerta didattica di tutti gli studenti.

La resa dei conti arriverà dunque sabato quando a essere messi alla prova, per una volta, non saranno gli studenti ma docenti e dirigenti chiamati ad accantonare gli interessi particolari dei due istituti per pensare in primo luogo al bene dei ragazzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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