Il Tirreno

Antonio Guadagnucci: «Il Comune mi fece comprare il terreno»

di Manuela D’Angelo

Dopo la frana che a Lavacchio uccise moglie e figlio gli fu promesso il cambio di destinazione in residenziale

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MASSA. È disperato Antonio Guadagnucci, che nella frana di Lavacchio perse moglie, figlio e casa, alla notizia che il terreno su cui avrebbe dovuto costruire la sua nuova abitazione è finito in area PIME, pericolo idrogeologico molto elevato e che, dunque, nessun lavoro, lì sopra, sarà più possibile.

Guadagnucci ha provato ieri a contattare il sindaco di Massa Alessandro Volpi e si aspetta una risposta. In realtà aspetta una soluzione al suo problema. Guadagnucci perse casa sotto la frana di Lavacchio nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre del 2010; la giunta di allora, quella di Roberto Pucci, iniziò ad interessarsi del suo caso.

Gli fu chiesto di cercarsi un terreno, anche agricolo, e gli fu promesso che la politica, in debito nei confronti della famiglia Guadagnucci, avrebbe provveduto al cambio di destinazione d’uso, per renderlo edificabile. Guadagnucci cercò terra lontano dalla montagna massese, con cui non voleva aver più nulla a che fare. Trovò alcuni campi a Ricortola, di cui uno vicino alla suocera. Optò per quello, 2000 metri quadrati totali, con la possibilità di costruire su circa 200 mq. L’amministrazione diede l’ok, perché in quel periodo, siamo arrivati al 2013, il terreno era privo di vincoli idrogeologici. Guadagnucci lo acquista, quando ancora è terreno agricolo, spendendo circa 150 mila euro.

L’atto diventa concreto l’8 aprile del 2013 quando, con delibera di giunta, si provvede al cambio d’uso per il terreno in via Sottobozzone a Ricortola e così Guadagnucci vede concretizzarsi il sogno di ricostruire su quella terra, una nuova vita, con la figlia. I lavori non partono ancora però, perché Guadagnucci aspetta la fine del processo sulla frana che uccise la moglie e il figlioletto Mattia e si arriva ai giorni nostri.

Con l’adozione del regolamento urbanistico, anzi, in realtà durante la stesura del regolamento urbanistico e delle nuove carte del rischio, oltre il 50% del terreno di Guadagnucci diventa area PIME, quindi non più edificabile.

Nessuno se ne accorge, nessuno si ricorda della delibera di giunta che cambiava la destinazione d’uso per quei 2000 mq e adesso il caso potrebbe finire in tribunale. Guadagnucci ha poche parole: «Mi dicano se vogliono annientare la mia intera famiglia, se hanno un po’ di cuore, o se devo cercarmi un loculo accanto a mia moglie e a mio figlio al cimitero. Mi stanno facendo impazzire, non si può trattare così un uomo, dopo tutto quello che ho passato. È disumano».

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