Sicurezza
Truffa da 45mila euro, gli imputati si difendono
MASSA CARRARA. Una decina di testimoni, perlopiù dipendenti della sede provinciale dell’Inps di Massa Carrara. Ma anche i figli di una imputata e l’ex dirigente di banca. Testi delle difese che...
MASSA CARRARA. Una decina di testimoni, perlopiù dipendenti della sede provinciale dell’Inps di Massa Carrara. Ma anche i figli di una imputata e l’ex dirigente di banca. Testi delle difese che avevano il compito di spiegare al collegio presieduto dal giudice Giovanni Sgambati che il tenore di vita dell’ex dipendente dell’istituto di prevenzione e della sua compagna (nel frattempo i due hanno troncato la relazione) non era quello di una coppia da nababbi. Secondo l’accusa - il pm titolare dell’indagine e il procuratore capo Aldo Giubilaro - i due si sono appropriati di 45.000 euro, soldi sottratti dalle casse dell'Inps, e destinate, con una serie di operazioni, a modificare, a loro vantaggio, le posizioni contributive della figlia e della compagna. Alla sbarra l'ex dipendente dell'istituto, Alcide Benedetti di 65 anni (ora pensionato), assistito dal legale Nicola Bianchi, e la compagna, Gabriella Passarelli, difesa dall’avvocato Paolo Di Martino. Davanti al gup ha patteggiato, 1 anno e 2 mesi di reclusione (pena sospesa) e 3600 euro di multa, la figlia dell’ex dipendente Inps, Micol Benedetti. La giovane, ha spiegato al termine dell'udienza preliminare l'avvocato Manfredi, ha scelto il rito alternativo del patteggiamento, “solo per evitare lo stress di un processo”.
La vicenda riguarda contributi che, secondo l’ipotesi accusatoria, in più e azioni migliorative di quelle stesse posizioni ha permesso alla ragazza (la figlia di Benedetti) di accedere all'indennità di disoccupazione e alla compagna dell’uomo di ottenere un trattamento di fine rapporto più importante, una volta approdata alla pensione. Per questi fatti l’ex dipendente dell’Inps, è accusato di falso per le operazioni effettuate e di peculato per aver distolto somme di denaro pubblico. Per la figlia e la ex compagna, invece, l'accusa era quella di ricettazione per avere di fatto usufurito dei soldi distolti dalle casse dell’istituto di previdenza. Questo è soltanto un tassello di una vicenda ancora più ampia e complessa. Con una ventina di indagati. Vicenda, peraltro, per cui Benedetti è già stato condannato dalla corte dei conti con la sentenza 186 dell’ottobre di due anni fa.
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