Il Tirreno

Massa, telefonini muti al nuovo ospedale

Massa, telefonini muti al nuovo ospedale

Non c’è “campo” al Noa, disagi per personale e pazienti, scontro fra Comune e Asl

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MASSA. Non c’è “campo” al nuovo ospedale. Nel super tecnologico Noa telefonare con i cellulari è quasi impossibile: il segnale arriva, male, solo in alcuni punti; usare tablet, connettersi alla rete, poi, non se ne parla. E il problema non è di poco conto. Per chi lì dentro ci lavora e per chi è ricoverato.

Vedi medici che si spostano nei corridoi con il telefonino a mezza’ria per trovare un punto in cui c’è “campo”, piccoli assembramenti di infermieri vicino alle finestre dove arriva un flebile segnale. Se un tecnico ( o un medico, o un infermiere) si sposta in un’ala della struttura lontana da quella del suo “reparto”, rintracciarlo diventa un’impresa. Vero, ci sono i telefoni fissi interni e il personale è stato dotato di telefoni aziendali per le comunicazioni “intramoenia”. Ma il fatto è che, con il cellulare muto, tutti ricorrono ai numeri interni, con un sovraccarico del centralino e nuovi problemi di intasamento linee. Mentre i telefoni “aziendali” hanno una portata piuttosto ridotta che non copre l’intera struttura.

«Ci sono serie difficoltà non solo per i pazienti, ma anche per il personale sanitario. Per medici e infermieri il cellulare è ormai lo strumento più usato per le comunicazioni di lavoro. E ora non possono usarlo», denuncia Valerio Musetti, responsabile della Funzione Pubblica Sanità della Cgil. Musetti riferisce anche un episodio “personale” : «Un mio parente è stato ricoverato dopo un accesso al pronto soccorso e non è riuscito per ore e ore ad avvertire la famiglia, perchè non poteva telefonare». Senza contare, aggiunge il delegato sindacale, che «per i pazienti utilizzare tablet o pc è un modo per alleviare la noia e i disagi della degenza».

Conferma disagi e problemi il dottor Giuliano Biselli, direttore dei presidi ospedalieri dell’Asl 1: «Gli interni ci sono e funzionano ma succede spesso che il personale non sia vicino al telefono del reparto e si creano così grosse difficoltà per le comunicazioni. Reperibili e personale di guardia sono dotati di telefonini aziendali, ma resta comunque un’anomalia non sopportabile quella di non avere una ricezione adeguata del segnale della rete telefonica mobile».

Dietro la defaillance dei cellulari c’è una ragione strutturale, ovvia e ampiamente conosciuta, a cui non è stata data risposta in tempi adeguati. La pesante struttura in cemento armato dell’ospedale fa da schermo alle onde delle antenne cellulari, rendendo impossibile telefonare. Occorre dunque installare un sistema di antenne specifico, con un impianto principale e mini antenne in punti strategici deell’ospedale. E anche un sistema wi fi interno per garantire la piena funzionalità degli apparecchi.

Ma antenne e wi fi non ci sono. «Non per responsabilità dell’Asl», precisa subito Biselli. La “colpa” sarebbe dunque – questo è quanto si sostiene negli ambienti del nuovo ospedale – del Comune, che non avrebbe rilasciato le autorizzazioni ai gestori telefonici per installare le loro antenne.

Accuse subito respinte dal vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici del Comune di Massa Uilian Berti: «Il Piano antenne del Comune è stato aggiornato nell’aprile 2015 e consente ai gestori di installare le antenne nella zona di viale Mattei. Non abbiamo frapposto alcun ostacolo nè avuto ritardi. Tant’è che Wind e Vodafone hanno presentato un piano che porterà all’accensione dei nuovi impianti entro la fine dell’anno. Non è responsabilità nostra se i gestori hanno fatto domanda solo a settembre, quando già da aprile potevano farla. E poi il problema della ricezione all’interno della struttura può essere risolto solo con un sistema di mini antenne o wi fi che non è certo il Comune a dover autorizzare».

Ma c’è dell’altro. Telecom avrebbe presentato un ricorso al Tar contro il Piano antenne del Comune che privilegia il collocamento delle antenne in terreni pubblici. Ci penalizza, vogliamo l’impianto sul tetto dell’ospedale (come negli altri nuovi ospedali di Lucca, Prato, Pistoia) per offrire un servizio migliore, sosterrebbe Telecom. Nelle altre città toscane, però, non esiste un Piano antenne, a differenza di Massa. E resta il fatto che Wind e Vodafone hanno accettato di posizionare i loro impianti in un’area comunale vicino al Noa.

L’impressione è che per usare appieno i cellulari nel nuovo ospedale bisognerà attendere ancora.

Claudio Figaia

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