Il Tirreno

progetti scolastici “gender”

«Educatrici capaci e professionali»

Candia, la lettera aperta dei genitori: solidarietà alle insegnanti

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MASSA. «Desideriamo esprimere solidarietà e piena fiducia nelle maestre che lavorano, e sempre hanno lavorato, con professionalità e dedizione prendendosi cura al meglio dei bambini a loro affidati». È l’incipit della lettera aperta dei genitori dei bimbi che frequentano la scuola del Candia, finito sotto il mirino delle polemiche per progetti educativi inerenti le questioni di genere. «Desideriamo - si legge - ribadire con forza l’importanza dell’autonomia nelle scelte didattiche, nell’ambito degli indirizzi ministeriali, delle insegnanti, preparate al ruolo di educatrici per studi ed esperienza. Sempre in questi anni hanno dimostrato di svolgere a pieno il loro compito nella libertà che lo caratterizza, elemento imprescindibile per il migliore dei risultati. I nostri bambini, con la serenità e l’entusiasmo con cui affrontano le giornate a scuola, sono la dimostrazione piena e chiara della professionalità e dell’impegno che le loro educatrici mettono nella quotidianità del lavoro. Siamo quindi convinti che le polemiche strumentali circa alcuni progetti, in particolare il laboratorio Perché tu no?, non debbano in alcun modo inficiare la serietà del lavoro fatto. Il risultato stesso del laboratorio, la favola originale creata dai bambini La pecora nel bosco, nella sua tenerezza è la risposta più evidente a qualsiasi controversia. Crediamo quindi che fiducia, autonomia e libertà non siano concetti messi in discussione, ma costituiscano le reali basi del rapporto tra noi genitori e le insegnanti, che sempre hanno ripagato le nostre aspettative».

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