Attenzione
Ecco gli interventi da Torano a Gragnana
Un sistema di piccoli invasi nella parte montana funzionerà come sbarramento in caso di piena
CARRARA. Una serie di interventi, da effettuarsi nella parte montana del bacino del Carrione, al fine di ridurre la portata del corso d’acqua. Ecco la ricetta dei professori per quel che riguarda il piano da attuare per la difesa da inondazioni indotte dalle piene.
Insomma per mettere in sicurezza il Carrione si comincia dal monte. E per la realizzazione del sistema di invasi sono già stati effettuati, nel corso dell’anno di studi, tutti i sopralluoghi del caso. Lo scopo dell’analisi è stato quello di identificare possibili sezioni del Torano, del Carrione di Colonnata e del Gragnana in cui sarebbe possibile realizzare sbarramenti di altezza non superiore a 15 metri in grado di invasare, «volumi di piena significativi - scrivono i professori - senza pregiudicare in misura eccessiva la presenza di insediamenti abitativi o produttivi, nè impattare in misura non sostenibile sulla viabilità a servizio delle cave».
Sei sbarramenti a Torano. Sono sei gli invasi che, secondo la relazione sul rischio idraulico, dovrebbero essere realizzati a Torano. Alcuni non creerebbero problemi, come i primi tre non pongono problemi di delocalizzazione di alcun insediamento già esistente, nè problemi di modifica dell’attuale viabilità. «Tuttavia - scrivono i prof - sono collocati in un’area in cui è presente folta vegetazione».
Il quarto sbarramento «interferisce con l’attuale viabilità di cava e con alcuni insediamenti: un edificio che era adibito a deposito di esplosivo, un’infermeria a servizio delle cave e una piccola abitazione».
Due invasi a Gragnana. Sono due gli interventi previsti per lo sbarramento del fiume a Gragnana. Il primo non pone problemi di delocalizzazione, il secondo invece interferisce «con la statale 446 per 120 metri».
Quattro interventi a Colonnata. Per quel che riguarda la situazione di Colonnata la realizzazione degli sbarramenti - scrivono i tecnici «in alcuni casi non pone significativi problemi di delocalizzazione di alcun insediamento, nè di modifica dell’attuale viabilità». Ma un intervento in particolare, nella parte bassa del Carrione di Colonntaa «interferisce con segherie e sorgenti, e pone l’esigenza di modificare la viabilità».
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