Sicurezza
Don Gnocchi, «contratti onerosi»
La risposta della Fondazione all’annuncio dello stato di agitazione dei lavoratori
MASSA. «La Fondazione Don Gnocchi applica attualmente il contratto della sanità privata, ai livelli economici più elevati, - largamente diffuso nelle strutture che si occupano di pazienti in fase acuta (ospedali, case di cura…)». Sono le precisazioni sulla vertenza della Don Gnocchi che arrivano direttamente dalla fondazione, con sede a Milano. Precisazioni che arrivano dopo la stato di agitazione annunciato dai sindacati. «Tale contratto - continua la Fondazione - risulta eccessivamente oneroso rispetto alle tariffe riconosciute dalle Regioni e dai Comuni per i servizi sanitario-riabilitativi e socio-sanitari erogati dalla Fondazione prevalentemente a disabili, malati cronici, anziani non autosufficienti. Le tariffe riconosciute per tali attività sono legate a ben altri parametri contrattuali, decisamente inferiori a quelli generati dal contratto applicato dalla Fondazione».
L’accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali oltre due anni fa, «per fronteggiare la crisi e tutelare i livelli occupazionali della Fondazione - continua la nota - includeva anche l’esplicito impegno ad attualizzare e/o modificare le norme contrattuali sulla base delle reciproche esigenze. Tale impegno non ha però avuto esito. L’adozione di un contratto, già applicato da altri operatori del settore, ha l’obiettivo di garantire la sostenibilità economico-finanziaria dell’ente: nel merito, la Fondazione ribadisce la garanzia della stabilità retributiva per tutto il personale dipendente, contestualmente alla stabilizzazione delle 38 ore settimanali, previste da molti contratti collettivi nazionali».
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