Attenzione
“Addio” al monoblocco sulle note del Silenzio
Alle 22 tutto spento all’ospedale di Carrara. E qualcuno lo denuncia suonando Ma i servizi sanitari restano «con centinaia di lavoratori e 8mila interventi annui»
CARRARA. Le note del “Silenzio” per la chiusura dell’ospedale di Carrara. Che in realtà non chiude come struttura sanitaria – resterà “vivo” di servizi, ambulatori, day hospital – ma non sarà più sede di ricoveri tradizionali.
Il Silenzio è uno dei brani militari più conosciuti perché accompagna i momenti più toccanti di cerimonie ed eventi ufficiali: la sua melodia, malinconica e straziante, è stata composta per celebrare la solitudine del soldato e così un gruppo di carraresi ha pensato di rispolverarlo in onore del Monoblocco. Nella notte tra martedì e mercoledì, un musicista accompagnato da un gruppo di cittadini, tra cui alcuni esponenti di Assemblea Permanente, si è presentato davanti all’Ospedale di Carrara e, intorno alle 22, quando sulla struttura era già calato il buio, ha intonato a suon di tromba “Il silenzio fuori ordinanza”.
L’iniziativa arriva a pochi giorni dalla chiusura del Pronto Soccorso e della maggior parte dei reparti, trasferiti dal 13 novembre all’Ospedale delle Apuane. Da allora il polo sanitario carrarese si è spopolato e anche se restano attivi alcuni servizi – come il Day Hospital di Oncologia e la Radiologia – la sensazione è quella di una struttura in disuso: in realtà, da Asl fanno sapere che all’interno dell’Ospedale continuano a lavorare un centinaio persone ma soprattutto la sera quando le luci si spengono - non essendoci più degenze - sul Monoblocco cala appunto un velo di silenzio. La preoccupazione di molti carraresi è che la struttura venga abbandonata a sé stessa e finisca nel mirino dei malintenzionati anche perché, come confermano fonti della stessa Asl, il servizio di vigilanza notturna continua a essere affidato a un solo agente, esattamente come accadeva prima del trasferimento dei reparti.
Se però, fino a venerdì scorso, la presenza 24 ore su 24 del personale del Pronto Soccorso rappresentava di per sé un deterrente, adesso non è più così: alle 20 le porte del Monoblocco si chiudono, le luci si spengono e l’intera struttura è vigilata da un solo agente che difficilmente può garantire il monitoraggio dei tanti accessi dell’edificio. Non è un caso, forse, che proprio venerdì sera, a poche ore dalla chiusura del Pronto Soccorso, qualcuno abbia tentato di entrare, pur senza riuscire a rubare nulla.
Dando voce alle preoccupazioni dei cittadini, martedì, nel corso della seduta della commissione Sanità del comune di Carrara dedicata al riassetto del Monoblocco e delle palazzine di Monterosso, è stato lo stesso sindaco di Carrara Angelo Zubbani a chiedere la riattivazione dell’illuminazione e il potenziamento della sorveglianza sull’ospedale Carrarese.
In attesa di una risposta ufficiale di Asl sul tema della vigilanza, il direttore dei presidi ospedalieri Giuliano Biselli, ha garantito che l’obiettivo dell’azienda sanitaria è quello di «potenziare la struttura»: secondo i dati snocciolati dallo stesso dirigente, il Monoblocco quando sarà nel pieno delle sue funzioni da gennaio 2016 accoglierà «diverse centinaia di lavoratori» ed effettuerà 7-8 mila interventi ambulatoriali l’anno. Biselli, inoltre, ha annunciato che alcuni servizi verranno addirittura arricchiti: la Radioterapia acquisirà due acceleratori lineari da Massa, sempre da oltre Foce arriverà un macchinario per la risonanza magnetica mentre Reumatologia e Anatomia patologica diventeranno un punto di riferimento per tutta l’area vasta con pazienti in arrivo da fuori provincia. Insomma, lasciano intendere da Asl, di qui a pochi mesi il Monoblocco tornerà a splendere di luce propria: in attesa di vedere se le scadenze saranno rispettate, qualcuno ha pensato bene di celebrare il vecchio ospedale, con una performance notturna de “Il Silenzio”.
Cinzia Chiappini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
