Finanza
«Ma il Comune non ci dà i documenti»
La commissione (membri Pd compresi) critica l’amministrazione. Il M5S: non siamo stampella di nessuno
MASSA. Fiaccolate in piazza, malumori a palazzo. La questione urbanistica che sembrava sopita nelle ultime settimane, si riaccende. E alla manifestazione dei cittadini “No Aru” a Quercioli fa subito seguito un documento diffuso ieri dai componenti della commissione consiliare Urbanistica che critica l’amministrazione comunale parlando a chiare lettere di “insostenibile situazione” a proposito delle comunicazioni fra commissione stessa e apparato amministrativo. «La commissione urbanistica – si legge nella nota – richiama l’amministrazione comunale all’impegno, formulato tramite lettera ufficiale, volta a garantire la partecipazione e la condivisione di un atto fondamentale come il Regolamento urbanistico. Riteniamo insostenibile l’attuale situazione che ci vede privati di interlocutori politici (sindaco) e tecnici (progettisti e funzionari) quando, ad oggi la commissione ha potuto prendere visione soltanto dell’Utoe 6 e di singoli aspetti dell’Utoe 5 e dell’Utoe 1. La commissione rinnova. anche a seguito del dibattito aperto, la piena disponibilità a confrontarsi con sindaco e tecnici». Il documento è firmato da Simone Ortori, Incoronato, Fabrizio Brizzi, Riccardo Riciardi, ma anche dal presidente piddino Luigi Turri e da Stefano Alberti. «Il fatto è che non vogliono discutere le scelte urbanistiche», sintetizza Brizzi degli Arancioni.
Intanto, i 5 Stelle con il consigliere Riccardo Ricciardi, risponde all’accusa di favorire l’attività amministrativa, anche quando la maggioranza manca dai banchi del consiglio: «Garantire il numero legale non è disdicevole, è un nostro compito. Venerdì scorso- spiega Ricciardi- in consiglio dovevano essere votati due importanti atti che, pensiamo, sarebbe stato opportuno approvare, per il bene dei cittadini. Dovevamo discutere, oltre che di tutte le interpellanze che rimangono lì a prendere la polvere, dello smantellamento della Prefettura e delle così dette favole gender nelle scuole; poi c’erano anche i due atti della giunta, la variazione di bilancio e l’assestamento. Non garantiamo il numero legale per aiutare l’amministrazione o per far approvare atti della giunta, che viceversa verrebbero respinti; noi volevamo dare il voto ai due ordini del giorno sulle favole e sulla prefettura, ma ci ritroviamo come al solito nel mezzo di una lotta interna al Pd che è nociva per tutti». Secondo Ricciardi, poi, i problemi da risolvere in consiglio sono altri e riguardano il lavoro delle commissioni: «Entriamo in commissione Urbanistica- dichiara- e spesso ci guardiamo negli occhi, non sappiamo di che discutere perché chi convochiamo non partecipa; abbiamo provato a calendarizzare una serie di commissioni per fare il punto coi tecnici sugli Aru e vedere come proporre le osservazioni, ma non c’è modo di averli in commissione».
Manuela D’Angelo
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