Finanza
«Una sconfitta che brucia»
Antonella Signorini: «Volevamo solo tutelare la cittadinanza»
AULLA. L'associazione “Comitato Rinascita Aulla e Lunigiana” è stata esclusa dal procedimento penale, in corso al tribunale di Massa, sui drammatici e mortali fatti inerenti l'alluvione che distrusse Aulla il 25 ottobre 2011. La doccia fredda per l'associazione, nata a seguito dell'alluvione, è arrivata ieri mattina durante una nuova udienza del processo, quando il Giudice giudicante Giovanni Sgambati ha deciso di escludere dalla costituzione di parte civile il “Comitato Rinascita”, ribaltando la decisione del Gup Antonia Aracri, la quale, nel dicembre 2014, aveva, invece, deciso di ammettere la costituzione di parte civile del “Comitato Rinascita” attraverso una interpretazione estensiva della legge. Però, ieri mattina Sgambati, su richiesta di quasi tutti gli avvocati degli 11 imputati, ha deciso di escludere l'associazione dal procedimento penale, interpretando alla lettera la normativa, che impedisce la costituzione di parte civile in un processo alle associazioni nate dopo l'evento per il quale la si chiede. Quasi tutti gli avvocati degli 11 imputati si è detto, perché l'unico a non chiedere l'esclusione dell'associazione è stato il legale aullese Roberto Valettini, visto che fu il primo presidente del “Comitato Rinascita”, che arrivò a contare oltre 700 aderenti. Centinaia di persone danneggiate dall'alluvione, che se magari non avrebbero ottenuto benefici materiali dal processo, potevano sperare almeno in un risarcimento morale, come spiega Antonella Signorini, una delle esponenti del “Comitato Rinascita” che maggiormente si è spesa all'interno di esso, dalla cui voce traspare tutta la delusione per questa decisione del giudice : «Volevamo soltanto tutelare una cittadinanza che ha subito danni enormi da quella tragedia, non soltanto danni materiali. Chi li tutelerà da ora in avanti? Si tratta di una sconfitta che brucia per un comitato – spiega Antonella Signorini – che mi ha aiutato tantissimo. Mi dispiace davvero tanto, ma abbiamo avuto il merito di provarci».
Abbiamo chiesto un commento anche all'avvocato Chiara Lorenzelli, il cui compito era tutelare il “Comitato Rinascita” nel procedimento: «La costituzione di parte civile del “Comitato Rinascita” si era resa necessaria perché l'Amministrazione comunale aullese se n'era chiamata fuori, decidendo di non costituirsi parte civile. Nostro compito era tutelare le persone che non volevano metterci la faccia e quelle che non hanno le disponibilità economiche per affrontare da sole un processo. Purtroppo, però, il Giudice giudicante ha interpretato alla lettera la legge e l'associazione è rimasta fuori»,chiosa Chiara Lorenzelli.
Ora la prossima udienza del processo dovrebbe tenersi il primo lunedì di febbraio, un processo durante il quale potrebbero sfilare più di cento testimoni.
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
