Sicurezza
I 5 Stelle: demolire i ponti? No, grazie
CARRARA. «Apprezziamo l’onestà intellettuale del professor Seminara, che ha snocciolato i dati dei flussi delle piene, non altrettanto la scaltrezza della politica regionale e locale che, per farsi...
CARRARA. «Apprezziamo l’onestà intellettuale del professor Seminara, che ha snocciolato i dati dei flussi delle piene, non altrettanto la scaltrezza della politica regionale e locale che, per farsi perdonare un crollo causato dalla sua politica scellerata subito ricorre a nuovo cemento». I 5 Stelle commentano il piano di sicurezza sul Carrione e chiedono «a cosa sono serviti gli oltre 60 milioni di euro spesi negli ultimi 10 anni». Lo studio, argomentano poi, «non dice nulla sulla parte montana del Carrione, la più problematica, in quanto causa di tutti problemi a valle. Il perchè è chiaro: non intralciare chi gode dell'oro bianco. E dimostrare che senza demolire e ricostruire non esiste sicurezza».
Lo studio dell'asta del Carrione nasce dunque "taroccato", secondo il M5S. «Lo dimostrano le affermazioni contrastanti del prof. Seminara e del sindaco: il primo ha affermato che lo studio sulla zona a monte non è ancora terminato, il secondo afferma di ricevere a giorni la relazione finale del professore. È evidente la necessità di demolire i ponti facendo la felicità del partito del cemento; se invece alziamo lo sguardo, ci rendiamo conto che stiamo scontando l'ennesimo scippo delle ultime scellerate amministrazioni. Che senso ha demolire un ponte appena costruito, allarghiamo semmai il fiume dove è possibile, restituiamogli quelle aree che gli sono state sottratte, come gli ex lavatoi di Caina o l'area del Fiorino».
Per i grillini demolendo i ponti «si viene a togliere non tanto un pezzo della sua storia, ma un pezzo stesso della sua sopravvivenza economica legata al turismo storico-culturale». La strada da seguire, a loro avviso è invece quella di «restituire l'alveo ai rami montani del Carrione, oggi invaso dalle strade comunali, smetterla di realizzare canali di cemento, che velocizzano a dismisura le acque piovane, allargare il Carrione nei tratti in cui è possibile farlo senza abbattere nulla. Aumentareo la superficie boscata al monte, riattivare l'agricoltura di collina. Tutte metodiche che permettono di spendere soldi salvaguardando la città e i suoi ponti e permettendo di fare affari (anche se piccoli) a molti anziché ai soliti noti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
