Il Tirreno

Foce Carrione allungata: «Pronti a rivedere i piani»

Foce Carrione allungata: «Pronti a rivedere i piani»

Confronto con la Regione Toscana sugli interventi legati al Waterfront Messineo (Port Authority): nessuna opera che aumenti il rischio idraulico

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CARRARA. Ponti da abbattere, alveo da risistemare, by pass per contenere le piene. Questo ( e altro) prevede lo studio della Regione, firmato dal professor Giovanni Seminara per la messa in sicurezza del Carrione. Ma che cosa prevede alla foce questo studio milionario che sta facendo discutere la città? Poco o nulla, almeno nella formulazione finora illustrata (la relazione finale non è ancora stata resa nota).

Ma c’è un altro progetto, invece, che allo sbocco al mare del Carrione prevede interventi pesanti. È il progetto preliminare “Interfaccia porto-città” dell’Autorità Portuale, meglio conosciuto come “waterfront”. Dove di parla di un nuovo ponte sul fiume su viale Da Verrazzano, parallelo a quello esistente, dello scavo dell’alveo per renderlo un metro più profondo e, soprattutto, di un pennello (ossia una diga) di 150 metri che in sostanza allungherà la foce attuale. Una soluzione studiata con l’obiettivo dichiarato di rendere la città più sicura sotto il profilo del rischio idraulico, eliminando il cumulo di sabbia che si forma adesso alla foce del torrente. Ma che in tanti – da Legambiente, alle opposizioni, dai comitati come Amare Marina agli albergatori “Paladini apuoversiliesi” contestano, ritenendo questa un’opera che può aumentare il fenomeno erosione sulla spiaggia di Marina di Massa e della Versilia e aumentare, invece di ridurre i rischi di esondazione. Timori rafforzati da quanto contenuto nel Piano regolatore portuale – un progettuale che “cammina” indipendentemente da waterfront ma che è ad esso connesso – cioè il raddoppio del porto commerciale e la costruzione del porto turistico nell’area tra foce del Carrione e foce del Lavello. Un intervento, questo, che allungherebbe di fatto il corso del Carrione per quasi 850 metri: le acque del torrente correrebbero lungo le due nuove banchine del porto commerciale e di quello turistico defluendo in un letto più largo dell’alveo attuale.

Bene, ma queste previsioni sono compatibili con gli interventi dettati dalla Regione Toscana? Cosa dice in proposito lo studio Seminara? Necessario chiarirlo. Infatti è quel che sta facendo l’Autorità Portuale. «In questi giorni – conferma il presidente dell’Authority Francesco Messineo – stiamo confrontandoci con la Regione Toscana per coordinare i progetti. È chiaro, comunque, che ogni soluzione progettuale dovrà avere come primo obiettivo la sicurezza del territorio. E il progetto del pennello alla foce, previsto dal “waterfront” ha proprio la funzione di evitare pericolosi accumuli di sabbia che possono osrtuire o rallentare il deflusso delle acque del Carrione».

Il presidente Messineo – che è ingegnere idraulico – è convinto che ci sia una “compatibilità” sostanziale fra la messa in sicurezza del torrente e il nuovo accesso al porto con il maxi ponte su viale Da Verrazzano, ma si dice pronto a ogni soluzione e modifica. Anche perchè, sottolinea, il progetto waterfront è modulare, cioè suddiviso in lotti che potrebbero marciare con tempistiche diverse gli uni dagli altri. Insomma, non c’è che da aspettare per capire meglio quel che potrebbe accadere alla foce del Carrione. Del resto, l’impressione è che ci sarà da aspettare anche per il via ai cantieri del Waterfront. Perchè se il progetto è già “cantierabile” dal punto di vista procedurale, c’è il problema dei finanziamenti: 35 milioni di euro è il costo complessivo dell’intervento. Soldi che ancora sono da trovare.(c.f.)

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