Sicurezza
«Ecco tutto quello che non funziona»
La Cgil all’attacco: disorganizzazione in molti settori. Sala gessi troppo piccola, ma l’Asl assicura: già pronta la soluzione
MASSA. C’è stato il trasloco - di materiale e attrezzature - poi il trasferimento - di personale e pazienti. Adesso il Noa è realtà: l’ombelico della sanità apuana è l’ospedale di viale Mattei. Dopo l’arrivo, domenica, di 56 ricoverati da Carrara, ieri è il giorno della piena operatività. E quando i motori si accendono, si evidenziano i problemi, arrivano le critiche e le polemiche. A passare in rassegna tutto ciò che non va è Valerio Musetti, segretario provinciale della Cgil per il settore sanità. Esordisce facendo il punto sui parcheggi e sui disagi con cui sono costretti a fare i conti i dipendenti (vedi articolo nella pagina accanto), poi allarga lo sguardo all’intera gestione dei servizi sanitari: «Manca la necessaria organizzazione - sintetizza - dal pronto soccorso alle terapie intensiva e subintensiva, passando per le degenze. Capisco bene - aggiunge - che un accorpamento di questa portata implichi difficoltà, ma proprio per la portata dell’evento, l’organizzazione diventa il dato imprescindibile».
Il caos alla sala gessi. Nell’analisi delle criticità, Musetti mette al primo posto quella che definisce la «gestione del paziente ortopedico traumatologico in pronto soccorso». Tradotto: di chi si è fatto male e ha bisogno di medico ortopedico e gesso.
«Il percorso disegnato per quel paziente - chiarisce - è complicatissimo: in spazi ridotti sono chiamati a lavorare 2 infermieri e un medico e persino far passare una barella diventa un’impresa. Il nocciolo del problema è la piccolissima sala gessi». Una sorta di tappo al lavoro dell’ortopedia, all’interno del pronto soccorso. Una criticità, questa di cui l’azienda sanitaria è consapevole. Lo conferma Giuliano Biselli, responsabile del presidio ospedaliero: «È previsto un tavolo domattina (stamani per chi legge): faremo il punto e definiremo un percorso per garantire la migliore gestione della sala gessi».
I 16 letti della subintensiva. Il segretario della Cgil rileva difficoltà anche sul fronte della terapia subintensiva, quella in cui sono ospitati pazienti ancora instabili, non così gravi da stare in terapia intensiva, ma non ancora pronti per una degenza ordinaria. I posti disponibili all’ospedale della Apuane sono 16, «troppo pochi» secondo Valerio Musetti: «Il numero è esiguo e lo dimostra il fatto che prima del Noa erano 13 solo i posti di coronarica. Ora nei 16 letti, oltre ai pazienti coronarici, confluiscono anche quelli chirurgici e neurologici. Si è già evidenziato che sarebbero necessari più posti in subintensiva: stamani (leggi ieri) le condizioni di due pazienti sono migliorate ed è stato possibile il trasferimento nelle degenze, altrimenti non ci sarebbe stata disponibilità in caso di emergenze». Osservazione che Giuliano Biselli respinge al mittente: «In subintensiva ci sono addirittura 3 posti liberi».
L’area chirurgica e medica. Difficoltà secondo Musetti anche in area chirurgica. Il nuovo ospedale - per chiarire - prevede che in quell’area siano accolti tutti i pazienti operati, indipendentemente dalla specialità e questo avrebbe messo a dura prova i dipendenti: «Manca una formazione puntuale, come manca per chi è dedicato ai 38 pazienti della specialistica, in seno all’area medica. Si tratta di pazienti con diverse patologie, quindi con differenti necessità di trattamento, la loro gestione non è affatto semplice».
Le lamentale per i pasti. Lamentale anche da parte di un cittadino per la distribuzione dei pasti in area chirurgica: racconta di ritardi e cibo non servito. Secca la smentita dell’Asl: «I pasti sono stati adeguatamente e doverosamente serviti. Solo un paziente, con dieta speciale, ha avuto il pasto al secondo e non al primo turno. Grave- aggiunge Biselli - abbandonarsi a polemiche pretestuose in un momento in cui la sanità apuana punta ad una svolta di qualità».
Chiara Sillicani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
