Il Tirreno

C’è il rimborso agli immigrati, assalto alla Cgil

di Melania Carnevali
C’è il rimborso agli immigrati, assalto alla Cgil

Secondo la Corte europea la cifra pagata per il permesso di soggiorno è troppo alta

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CARRARA. «Io sono qui per chiedere il rimborso della tassa di soggiorno». E lei? «Anch’io». E lei? «Io pure». È una folla di gente quella che ieri si è recata agli sportelli del patronato della Cgil nel viale XX settembre. Quasi tutti immigrati in coda per la domanda di rimborso della tassa per il permesso di soggiorno.

Effetto di una sentenza della Corte di Giustizia europea, secondo cui la tassa imposta loro dall’Italia è “sproporzionata” e contraria ai principi dell’Unione Europea.

Con il decreto Tremonti-Maroni del 2010 la tassa è schizzata infatti (a partire dal 2012) da 80 a 200 euro. Una cifra secondo il maggior organo di giustizia che cozza con la direttiva europea sui “soggiornanti di lungo periodo”, dal momento che una tassa così alta potrebbe ostacolare il loro accesso alla carta di soggiorno. La Corte europea ha dato quindi ragione (la sentenza è di settembre) a Cgil e Inca, che hanno portato avanti una lunga battaglia legale.

Ieri (ma non solo ieri) i patronati sono stati presi letteralmente d’assalto.

«È così tutte le mattine - spiega Roberto Fioravanti, direttore dell’Inca Cgil della provincia di Massa Carrara - Oltre alle persone che vengano a fare domanda per il rimborso ci sono quelle che vengono a fare la richiesta del permesso di soggiorno».

Una delle tante funzioni, questa, del sindacato, adesso a rischio con la legge di Stabilità. «Già con la finanziaria dello scorso anno - spiega infatti Fioravanti - erano stati tagliati 35 milioni di euro. Il governo si era impegnato a erogare altre forme di finanziamento diverse, mai attuate». Con la finanziaria di quest’anno sono previsti 48 milioni in meno ai patronati per il 2016, 48 per il 2017 e altri 48 per il 2018. «Soldi - continua Fioravanti - che arrivano dai contributi che i dipendenti versano all’Inps e che torna loro in termini di servizio». Tra i servizi dei patronati: la richiesta della disoccupazione, assegni familiari, invalidità civile. Tutti adesso a rischio. «Servizi gratuiti - chiarisce Paolo Gozzani, segretario provinciale del sindacato rosso - che adesso rischiano di diventare a pagamento. I patronati sono nati per aiutare i più deboli e il sistema ha garantito il servizio a milioni di persone. E sono sistemi di solidarietà, se si pensa a come funzionano, perché sono i lavoratori stessi che finanziano un servizio di cui usufruiscono i più deboli. Tagliando le risorse ai patronati si porta alla privatizzazione del servizio, che è appannaggio delle multinazionali. E così le fasce deboli rimangono escluse».

Intanto ieri, dicevamo, il lavoro agli sportelli dell’Inca è stato tanto. Gli immigrati che dal 2012 hanno pagato 200 euro per il permesso di soggiorno dovranno essere tutti rimborsati.

Oltre al salasso tra 80 e 200 euro vanno infatti aggiunti altri 27,50 euro il rilascio del permesso elettronico, altri 16 euro di marca da bollo.

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