Il Tirreno

Bugliani contro Volpi, maggioranza risicata

di Manuela D’Angelo
Bugliani contro Volpi, maggioranza risicata

Prova di forza dopo lo strappo del sindaco per l’allargamento della giunta a Sel Cinque consiglieri assenti alla votazione sulla variazione di bilancio

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MASSA. Nessun commento, al momento, da parte dei renziani massesi, allo “strappo” che si è consumato la scorsa settimana tra il sindaco Alessandro Volpi e il partito regionale. C’è chi fa finta di niente in questi giorni, ma la decisione del sindaco di aprire la maggioranza a Sel, concedendo un assessore in giunta ad un partito non allineato con il Pd né in Regione né a Roma, non potrà non avere ripercussioni sui rapporti istituzionali, tra città e Regione. Il consigliere regionale Giacomo Bugliani, diretto a Firenze per i suoi impegni politici, ci informa che «da questo momento qualsiasi mia dichiarazione verrà concordata con il partito regionale» e si riserva quindi di commentare l’accaduto più avanti. Anche perché, se SEL è ufficialmente rientrata in maggioranza, meno scontato è l’assessorato, che Volpi ha promesso entro mercoledì, ma che ancora non ha nominato. Insomma, Bugliani, anche se non parla, in realtà parla chiaro: la linea politica fiorentina verrà comunicata nei prossimi giorni anche agli organi locali. Lo strappo, comunque, c’è e lo dimostra ciò che accaduto durante l’ultimo consiglio comunale di Massa, venerdì 13 novembre. Il consiglio era stato riunito per votare una variazione di bilancio milionaria e l’assestamento di bilancio; all'inizio della seduta, il sindaco di Massa Alessandro Volpi ha annunciato che «Sel è tornata in maggioranza», anche se la consigliera Elena Mosti è stata costretta a sedersi sempre tra i banchi dell'opposizione, per mancanza di spazi. D'altro canto, si sa, è una maggioranza sempre più numerosa. All’appello, però, in consiglio sono mancati, guarda caso, i consiglieri Bugliani, Dell’Ertole, Alberti ( PD), Ortori di Articolo Primo e Della Pina ( PSI). Forse è stato un caso ma, proprio all’alba dello strappo fiorentino tra renziani e PD e proprio alla luce dei lievi fastidi riscontrati nel partito Socialista ( ricordiamo che in ballo c’è anche l’assessorato promesso a Giancarlo Casotti, con ingresso in consiglio di Sirio Bonini) costretto a digerire, secondo le voci, la strategia massese, si è verificata una emorragia in maggioranza. A Volpi sono mancati cinque importanti voti. Il numero legale è stato garantito dal Movimento 5 Stelle e la variazione di bilancio è passata grazie al voto di Forza Italia, ovvero di Stefano Benedetti. I numeri in consiglio Volpi li avrà pure, ma dovrà stare molto attento da qui in avanti e contarli tutti, ad uno ad uno.

Problemi però anche in Sel, dove la presidente dell’assemblea provinciale di Sel Donatella Gavarini e altri quattro membri dell’assemblea, Enzo Della Maggesa, Maurizio Bonugli, Cristina Calvano, Cristina Scilligo contestano la scelta di entrare in giunta.

«Mentre SEL è impegnata nello sforzo di condividere l'avvio della fase costituente di un nuovo soggetto politico della Sinistra italiana, a Massa -dopo essere passati all'opposizione per ragioni sia politiche che di argomentati inadempimenti programmatici da parte dell'Amministrazione Volpi, con una disinvoltura sconcertante e un vero e proprio blitz condiviso e in accordo con l'attuale e compromessa maggioranza del PD apuano contro la sua componente renziana, SEL si è resa disponibile a ri-entrare in maggioranza con un nuovo consigliere e un nuovo assessore. Si è deciso cioè, anziché far "esplodere" le contraddizioni di quel Partito, di renderci funzionali allo scontro tra le diverse componenti democratiche» Si legge in un documento.

E si insiste: «Vogliamo manifestare il nostro dissenso contro la decisione di ri-entrare in maggioranza a Massa perché la riteniamo sbagliata sul piano politico e inutile su quello amministrativo; una decisione che rischia di compromettere (localmente) quel delicatissimo processo di riaggregazione "a Sinistra" tanto difficile quanto necessario. Infatti, anche a Massa Carrara, se la Sinistra vuol tornare ad essere percepita come utile deve abbandonare i vecchi tatticismi , i "giochetti di Palazzo" e gli "accordi tra Segreterie di partito" rimettendo al centro della sua iniziativa quotidiana i problemi concreti». Insomma, «una decisione sbagliata nelle modalità, affrettata nei tempi e proclamatoria nei contenuti di un Documento di maggioranza peraltro non discusso ne tantomeno approvato dagli organismi dirigenti di SEL».

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