Il Tirreno

Alluvione 2011, comitato Rinascita non è parte civile

Alluvione 2011, comitato Rinascita non è parte civile

Restano fuori oltre settecento persone Udienze il lunedì, quando Barani è libero

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MASSA. Il comitato Rinascita non farà parte del processo sull’alluvione che ha devastato Aulla quattro anni fa. Le 350 famiglie (circa 700 gli iscritti) che si riconoscevano nell’associazione nata all’indomani della catastrofe, dopo due ore di camera di consiglio, hanno sentito dalla bocca del giudice Giovanni Sgambati che la loro costituzione di parte civile non poteva essere accolta. Ha prevalso la linea dei difensori degli undici imputati, che si sono opposti alla richiesta (tranne l’avvocato Roberto Vallettini, che si è rimesso alla decisione del giudice). Motivo? Il comitato Rinascita si è costituito dopo l’alluvione e non ha subito danni. Eccezione che il legale dell’associazione, l'avvocato Chiara Lorenzelli, ha contestato citando un esempio legato al crac Parmalat. «Anche in quella occasione si era costituto un comitato di cittadini successivo ai fatti, ed era stato ammesso al processo. Tra l'altro questo comitato è l'unico a rappresentare i cittadini, in quanto la nuova giunta non ha ritenuto di costituirsi parte civile». E ha aggiunto, con tanta amarezza: «È stata persa una grande occasione per permettere a 700 persone di potersi difendere: parlo di gente pesantemente danneggiata dall’alluvione, ancora in attesa dela casa popolare. Da soli, singolarmente, non avrebbero mai la forza economica per affrontare un processo, lo hanno fatto con questo comitato cui io presto la mia collaborazione gratuitamente». Rimangono quindi fra le parti civili i familiari delle vittime Erica Pavoletti e Claudio Pozzi, cittadini e commercianti rimasti danneggiati ognuno assistiti dal suo legale. «Resta invece fuori la maggior parte della gente – conclude Lorenzelli – anche perché il Comune di Aulla malgrado le sollecitazioni non si è presentato in aula a difesa dei suoi cittadini».

Insomma, non ci sarà Aulla a far sentire la sua voce in tribunale. Almeno come protagonista. Un’analoga richiesta di estromissione dalle parti civili è partita riguardo la costituzione delle concessionarie di auto Guido car e Guido group, entrambe rappresentate dall’avvocato Francesco Persiani. Le aziende avevano subito parecchi danni: Sgambati nei loro confronti però ha rigettato quanto sostenuto dalle difese. E quindi i titolari potranno ottenere, in caso di responsabilità degli imputati, il risarcimento. Così come ha detto no all’avvocato Erica Bertola, difensore di Gildo Bertoncini (ex sindaco di Aulla fra gli 11 imputati), che aveva chiesto di non processare il suo assistito in quanto «gli viene addebitato il piano recupero di quartiere Matteotti, di fatto mai eseguito».

Concluse le questioni preliminari il processo può ora partire, il giudice Sgambati ha fissato cinque udienze tutte di lunedì, giorno senza lavori riunioni previste in parlamento, per permettere al senatore Lucio Barani di partecipare. Si riparte l’8 febbraio, a deporre in aula arriveranno otto carabinieri coinvolti nelle indagini sul quel tragico giorno. Altre udienze il 15 e 22 febbraio, poi il 14 e il 21 marzo. Si tira a finire entro il 2016. Ma non sarà facile, i testi sono quasi duecento e i periti avranno di che discutere.

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