Sicurezza
Settanta pazienti in viaggio verso il Noa
Oggi il trasferimento dei ricoverati a Carrara. Medici in difficoltà perché i cellulari non vanno: un’impresa comunicare
MASSA. Se c’è un avamposto, in sanità, quello è il pronto soccorso, è da lì quindi che parte il rodaggio del nuovo ospedale.
Primo intervento, primi accessi, primo decesso. Nella prima giornata di apertura (dalle 14 alle 24) hanno chiesto aiuto ai medici 60 pazienti di cui 4 in gravissime condizioni (codici rossi). Sono stati 25, invece, i codici gialli e 19 quelli verdi. Venti i pazienti che si sono presentati al pronto soccorso per patologie lievi o lievissime (codici azzurri e bianchi), i ricoveri sono stati sei. E se è vero che il pronto soccorso è il vertice di una complessa piramide, accogliere le emergenze significa avere sale operatorie operative. E venerdì la chirurgia è già stata messa alla prova: ad un paziente è stato diagnosticato un blocco atrio ventricolare, i medici si sono immediatamente resi conto che era indispensabile un pacemaker, hanno allertato le sale e il paziente è stato operato. Un secondo paziente in gravi condizioni è stato ricoverato in terapia subintensiva con gravi problemi di ventilazione.
Venerdì è stato anche il giorno del primo decesso: si è spento un paziente trasferito da Massa.
I dati del secondo giorno di attività del pronto soccorso. Ieri, nel secondo giorno di attività, il carico di lavoro per il pronto soccorso è andato aumentando: dalla mezzanotte alle 12, sono state 48 le persone che hanno chiesto aiuto ai medici (2 codici rossi, 13 gialli, 20 verdi, 13 azzurri o bianchi). «Il lavoro - assicura il primario Alberto Conti - procede regolarmente e con tempi di attesa ridotti ai minimi. Siamo in grado di reggere il colpo, siamo tarati su 150 accessi giornalieri». Al lavoro, ieri, 6 medici e 9 infermieri.
Ma il caos cellulari mette in allerta i medici. Il lavoro procede, ma qualche inghippo c’è. E il primo dei problemi è l’assenza della copertura rete per i telefonini: «È un aspetto - parola di Alberto Conti - che non deve essere sottovalutato, rende più difficili le comunicazioni tra medici». Perché, in un ospedale in cui tutte le specialistiche convivono, i sanitari si contattano, si muovono da un’area all’altra e spesso usano il cellulare per informarsi e chiedersi reciproco aiuto. Certo, ci sono i cosiddetti telefonini ospedalieri, ma quelli funzionano soltanto se il medico rimane nell’area di sua competenza. Insomma, l’inefficienza delle rete telefonica è un problema per pazienti, familiari e operatori.
Oggi il trasloco dei 70 pazienti ricoverati a Carrara. Pronto soccorso operativo, ospedale in funzione. Ieri, nel tardo pomeriggio, i ricoverati (inclusi quelli trasferiti da Massa) erano 36. Stasera il numero salirà a 106 perché verranno trasferiti i 70 pazienti ricoverati a Carrara. Al lavoro saranno 14 ambulanze che percorreranno la strada dei marmi, dalle 8 all’ora di pranzo, quindi dalle 14,30 alle 18 quando in ospedale viene servita la cena.
«Abbiamo delineato le necessità di ogni paziente - a fare il punto è Giuliano Biselli, direttore di presidio - abbiamo distinto chi dovrà essere accompagnato dal medico da chi è meno grave. Abbiamo persino comunicato i menù alla mensa, in base alle patologie di ciascuno affinchè, arrivati al Noa, i pazienti non sia trovino in difficoltà».
I primi a salire in ambulanza saranno i ricoverati in Utic, cui seguiranno i pazienti di subintensiva, quindi quelli di medicina. Ancora una delicatissima operazione a cui, il 23 novembre, seguirà l’ultima, quella che chiuderà il cerchio: il trasferimento del materno infantile in viale Mattei. Quindi la partita dei vecchi ospedali sarà definitivamente chiusa.
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