Gioco
La protesta degli anti Costa arriva fino a Fivizzano "I politici in fuga"
La marcia di oltre 100 persone in auto e in bicicletta per dire "no" ai rifiuti
AULLA. Arriva al tredicesimo giorno (non consecutivo) la protesta degli albianesi contro la ditta Costa, di cui viene sempre chiesta la chiusura. E, come avevano promesso, il 15 novembre la loro “passeggiata ecologica” ha fatto tappa su Fivizzano, per la precisione verso la sede dell'Unione di Comuni montana della Lunigiana. Alcuni di loro sono partiti in bicicletta dalla piazza del monumento ai caduti di Albiano, ma la maggior parte ha raggiunto con le auto Posara per convergere su Fivizzano a piedi.
Un corteo rumoroso e colorato, animato da trombette, tamburi e fischietti, con lo striscione “Ora basta” in testa e gli slogan – simbolo cantati a squarciagola: “Noi Costa non lo vogliamo” e “Non molliamo mai” innanzitutto, con l'evergreen di ogni manifestazione che si rispetti, ovvero “Vergogna vergogna”, a farla da padrone. Il corteo, al quale aderiva a Fivizzano anche il capogruppo consiliare aullese di minoranza di “Idee in Comune”, Matteo Lupi, è stato fatto passare dalle forze dell’ordine attraverso il centro storico di Fivizzano, dove la gente si è affacciata alle finestre incuriosita, per poi convergere su piazza Alcide De Gasperi, dove si trova la sede dell'Unione dei Comuni.
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Ad attendere i manifestanti anti Costa c'era Bruno Benetti, un anziano signore di Albiano Magra, che non si è perduto nemmeno una giornata di mobilitazione nonostante si muova con l'ausilio di due stampelle, ma non c'era nessuno delle istituzioni, in primis il presidente dell'Unione, il sindaco di Casola, Riccardo Ballerini, al quale chi protesta voleva rivolgere la seguente domanda: «Come è possibile mantenere un impianto ritenuto insalubre al centro di un paese, quando i vari enti tecnici, come Asl, Gaia e Arpat, nelle varie Conferenze dei servizi hanno ribadito la non idoneità del sito, addirittura con vari fattori escludenti?». Una domanda che è rimasta senza risposta, visto che ad incontrare i circa 100 manifestanti, poi, non si è presentato nessuno delle istituzioni.
Quindi, i cittadini albianesi iniziavano a tappezzare la sede dell'Unione di striscioni (“Il nostro paese sta morendo – Grazie Costa”), cartelli e volantini, avviando una trattativa, attraverso le forze dell'ordine, per avere un incontro almeno con il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi, che è, ovviamente, anche assessore dell'Unione. Nell'attesa i cori si sprecavano: “Buffoni buffoni” il più gettonato, ma anche le parole pronunciate nel megafono dai due personaggi più in vista della mobilitazione, l'ex consigliere comunale Walter Moretti e l'ex presidente della Croce Rossa di Albiano Magra, Roberto Cipriani, i quali garantivano che “la protesta continuerà finché le regole non saranno rispettate” e accusavano: «Si chiudono negli uffici perché non sanno più cosa rispondere. Ci devono dare risposte, invece scappano». Alla fine, Grassi non si presenta e propone che una delegazione di 10 manifestanti lo raggiunga in municipio per incontrarlo, ma, dopo una breve consultazione, gli albianesi dicono no: nessuna delegazione ristretta, gli albianesi vogliono ascoltare tutti quello che Grassi ha da dire. A questo punto, poco dopo mezzogiorno la manifestazione viene sciolta e gli albianesi decideranno nei prossimi giorni in che forma proseguire nella protesta.
Mobilitazioni di piazza a parte, ci si accinge ad affrontare un passaggio istituzionale che può aprire nuovi scenari: domani l'appuntamento è a Firenze, in Regione, dove, alle ore 16, è in programma una riunione con una delegazione dei manifestanti alla presenza dell'assessore regionale all'ambiente, Federica Fratoni, per affrontare il caso ditta Costa. Inoltre, in un clima che si preannuncia incandescente, c'è grande attesa per l'incontro voluto dal sindaco di Aulla, Silvia Magnani, la quale incontrerà la popolazione martedì 17 novembre, alle 21, presso la sede della Croce Rossa ad Albiano Magra.
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