Sicurezza
«La tassa marmi per pulire l’alveo»
La richiesta di Forza Italia per scongiurare la demolizione dei ponti: «Due di questi sono stati costruiti dieci anni fa»
CARRARA. Utilizzare una parte della tassa marmi per tenere pulito dai detriti della cave l’alveo del Carrione, scongiurando così l’abbattimento dei ponti storici della città. È la proposta, o rischiesta, che arriva da Forza Italia, a pochi giorni dalla presentazione del progetto della Regione durante il consiglio comunale. Un progetto che ha sollevato un mare di polemiche e non da ultimo quello del gruppo azzurro che rilancia una proposta: quello di prevedere nel bilancio una somma, derivante dagli introiti del marmo, da destinare alla pulizia dell’alveo, dal momento che una delle principali cause delle esondazioni del torrente - secondo Forza Italia - è proprio l’occupazione del letto del fiume da parte dei detriti delle cave. «Dieci anni fa - si legge in una nota firmata da Gianni Ilari, responsabile politiche territorio, e Enrico Balderi, coordinatore comunale di Carrara - sono stati ricostruiti due ponti che ora ci dicono che devono essere demoliti e ricostruiti. Com’è possibile tutto ciò? Ascoltando i relatori dello studio per la messa in sicurezza del torrente nulla da eccepire: il Carrione deve essere messo in sicurezza per le piene duecentennali. Tra le priorità individuate ci sono i ponti della zona valliva che devono avere una portata di oltre 400 metri cubi. Oggi - continuano - nessuno dei ponti, costruito appena un decennio fa ha tale portata anzi siamo all’incirca la metà della portata di sicurezza». Questi ponti infatti, come ricordano i due forzisti, sono stati costruiti, progettati e collaudati per contenere le piene duecentennali, previste dagli studi idraulici dopo l’evento alluvionale del 2003. «Se oggi non hanno la stessa portata di quando sono stati collaudati - domandano- che cosa è successo? Il calcolo idraulico di allora non era corretto e quindi non si doveva collaudare? I ponti si sono misteriosamente abbassati per una meccanica a noi poveri umani sconosciuta? Oppure semplicemente il letto del fiume si è alzato mediamente di due metri? Crediamo che quest’ultima sia la giusta risposta. E sicuramente la lavorazione delle cave ha un apporto importante su questo fenomeno».
Forza Italia fa i conti in tasca al Comune. «I nostri amministratori incaricano dei luminari di idraulica che propongono la demolizione e la ricostruzione dei ponti, recentemente costruiti, che sono costati alla comunità svariati milioni di euro - si legge ancora - Ora questi costerebbero nuovamente milioni di euro per la demolizione e milioni di euro per la ricostruzione». I due portano l’esempio del ponte in via Menconi ad Avenza: a opera ultimata la larghezza del fiume è di 19 metri e l’altezza dal letto del fiume al ponte è di circa 4,70 metri. «La piena duecentennale - scrivono- prevede 19 metri di larghezza e un’altezza di 4 metri quindi avevamo anche circa 70 centimetri di “franco”. Se oggi misuriamo lo spazio sotto il ponte abbiamo un’altezza restante di circa 3 metri. Considerando che poco tempo fa la Provincia ha abbassato il letto del fiume di quasi un metro, significa che in circa un decennio il fiume si è alzato di 2 metri, dimezzando la portata. Come è stato ricordato anche dall’ingegner Seminara il nostro torrente è diventato pensile cioè rialzato. Fino a pochi decenni fa, infatti, il letto del fiume era sotto la strada ora è abbondantemente sopra. Anzichè spendere milioni di euro nel ricostruire non sarebbe più semplicemente fare una pulizia costante del fiume?».
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