Sicurezza
Un piano di protezione civile scritto con “luminari” e cittadini
È l’obiettivo che si è dato l’amministrazione nella riforma del documento risalente al 2006 Il percorso prevede anche incontri per coinvolgere la popolazione con tanto di buffet
CARRARA. Un nuovo piano di protezione civile per un territorio quanto mai delicato, da mettere a punto utilizzando il contributo di importanti luminari dell’ingegneria idraulica ma anche il buonsenso di chi, quel territorio lo vive ogni giorno e lo conosce come le sue tasche. È questo l’obiettivo che si è data l’amministrazione carrarese impegnata nella riforma del Piano di protezione civile messo a punto nel 2006: un documento strategico per un comune come quello di Carrara che soprattutto sul fronte degli assetti idrogeologici ha davvero tante problematiche.
Una conferma è arrivata nei giorni scorsi, con la presentazione degli studi commissionati dall’amministrazione regionale per la sistemazione del torrente cittadino: «Il Carrione non sta bene e per metterlo in sicurezza ci vorrà del tempo. Fino ad allora le criticità dovranno essere gestite dalle operazioni di protezione civile» aveva dichiarato davanti al consiglio comunale Giovanni Massini, responsabile del settore Suolo della Regione Toscana, puntando i riflettori proprio sulle iniziative di tutela della popolazione. «Noi come settore e l’amministrazione tutta siamo perfettamente consapevoli delle responsabilità che abbiamo e siamo costantemente occupati ad affrontare il problema in modo efficace» ha spiegato Alessandro Mazzelli, dirigente della protezione civile precisando che «lo studio di Seminara sarà essenziale per il nuovo piano». E questo perché i nuovi dati sul Carrione permettono di conoscere meglio le sue criticità e, in qualche caso, di scoprire quello che fino a poco tempo fa si ignorava: «Fino al 4 novembre 2014 eravamo convinti che da Avenza alla foce il torrente fosse in sicurezza. Il 5 novembre abbiamo scoperto che non era così, e il mondo è cambiato» ha aggiunto l’ingegner Giuseppe Marrani, funzionario di protezione civile, accennando al crollo del muro di via Argine Destro.
E se gli studi presentanti nei giorni scorsi avranno un ruolo fondamentale nella riscrittura del Piano di protezione civile, un altro contributo irrinunciabile dovrà arrivare da chi il territorio lo conosce meglio di qualsiasi esperto, ovvero coloro che ci vivono e ci lavorano. Per questo l’amministrazione, forte di un contributo regionale e della collaborazione di Anci, ha aperto un progetto di coinvolgimento della cittadinanza: il nuovo Piano sarà dunque “partecipativo”. «Siamo il primo Comune toscano sopra i 50 mila abitanti ad avviare un iter di questo tipo» ha annunciato l’assessore alla protezione civile, Massimiliano Bernardi auspicando una larghissima adesione.
Il percorso prevede tre incontri con la popolazione che si terranno tutti dalle 18 alle 22 con tanto di buffet offerto dagli organizzatori: il 19 novembre in sala di rappresentanza a palazzo civico per i residenti del centro e dei paesi a monte; il 24 novembre presso la sala dell’Autorità portuale a Marina di Carrara, per gli abitanti del litorale; il 26 novembre presso la sala Amendola per chi vive nelle frazioni tra Carrara e Marina. Nel corso di questi tre appuntamenti il personale della Protezione Civile aggiornerà i cittadini sulle buone pratiche da tenere in caso di calamità, naturale e non: non si parlerà dunque solo di alluvione, ma anche di rischio sismico, allerta neve e quant’altro. Dopo una prima fase “illustrativa”, i cittadini potranno contribuire in prima persona, indicando – ad esempio – zone a rischio non ancora segnalate o interventi da effettuare, ma anche sottoponendo le loro domande. Gli incontri saranno aperti al pubblico ma proprio in questi giorni gli organizzatori stanno provvedendo a chiamare alcuni cittadini “selezionati” – circa un centinaio – dalle liste di coloro che si sono iscritti al sistema di allerta telefonico del comune: la scelta sarà fatta sulla base delle zone di residenza – saranno contattati coloro che vivono nei quartieri più a rischio – e poi a seconda dei dati anagrafici, in modo da avere un campione più rappresentativo possibile della popolazione.
Chi volesse partecipare pur non essendo stato contattato è invitato a prenotarsi, al numero 0585 84 14 80 oppure 0585 641416. Il percorso in realtà è partito il mese scorso con una serie di incontri rivolti agli studenti dell’istituto vomprensivo di Avenza e con quello di Bonascola. L’ultimo appuntamento è in programma per il 3 dicembre, quando presso gli spazi di Carrara Fiere si terrà la riunione deliberativa con la raccolta delle proposte arrivate dai cittadini. Si tratta di un progetto finanziato dalla Regione e realizzato in collaborazione con Anci Innovazione.
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