Il Tirreno

Cave, avanti tutta sul nuovo regolamento

Cave, avanti tutta sul nuovo regolamento

In commissione marmo da maggioranza e opposizione una proposta univoca In attesa del pronunciamento della Corte costituzionale prosegue la ricognizione

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CARRARA. Maggioranza e opposizione d’accordo, una volta tanto, su uno dei temi più “divisivi” del dibattito politico, ovvero la gestione del pianeta lapideo. Dalla commissione Marmo, presieduta da Massimo Menconi (Rc) è partita una proposta univoca, quella cioè di portare a termine la ricognizione delle cave, prevista dalla legge regionale 35, che regolamenta le attività estrattive, senza attendere la sentenza della Corte Costituzionale sull’articolo 32, comma 2 di quella stessa norma, con cui l’amministrazione regionale ha spianato la strada all’abolizione dei Beni Estimati. Per una volta dunque i partiti che sostengono l’amministrazione e quelli della minoranza non si scontrano ma anzi chiedono agli uffici del settore Marmo di proseguire nel lavoro già avviato e di completare in tempi brevi la ricognizione delle attività estrattive nei nostri bacini. Un’opera da portare a termine subito, hanno detto i consiglieri comunali, al di là della proroga di un anno delle scadenze indicate nella legge 35 messa nero su bianco con l’approvazione dello schema di regolamento di attuazione e soprattutto senza attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale sull’articolo 32. A tre mesi dall’approvazione da parte dell’amministrazione regionale della legge sulle attività estrattive (avvenuta a marzo 2015), che all’articolo 32 sanciva il superamento dei Beni Estimati, il governo aveva sollevato dubbi sulla legittimità di quel provvedimento, chiamando in causa la Corte Costituzionale: oggi i consiglieri carraresi chiedono di portare avanti il lavoro già avviato sulla base della legge regionale, senza attendere il pronunciamento del massimo tribunale. «Non aspettiamo, dobbiamo andare avanti con la ricognizione e con tutto il resto» hanno detto praticamente all’unisono Massimo Menconi (Rif Com) e Roberto Conserva (Psi) per la maggioranza e Claudia Bienaimè (Cbc) e Francesco De Pasquale (M5S) dall’opposizione. La ricognizione delle cave, lo ricordiamo, serve tra le altre cose a individuare le superfici di agro marmifero, già inserite nel patrimonio indisponibile del comune e quelle di bene estimato, fino a oggi “regolamentate” come proprietà privata sulla base dell’editto di Maria Teresa Cybo Malaspina del 1751. Ma l’amministrazione carrarese attendeva per così dire il superamento dei Beni Estimati anche per riscrivere il suo Regolamento degli Agri Marmiferi, sfruttando la “tutela giuridica” offerta dalla Legge regionale.

(c.ch.)

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