Il Tirreno

Per 13.000 metri ex Eaton si fa avanti una catena

Colosso dell’alimentare pronto ad insediarsi e ad assumere decine di persone Ha già presentato un progetto definitivo, ma serve una variante allo strutturale

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MASSA. Il dato di fatto è che una grossa catena ha puntato gli occhi su Massa, qualcosa di ben più strutturato di un’intenzione. Perché il colosso dell’alimentare (e non solo) è andato oltre le proposte: ha già un progetto in mano, ha aperto la trattativa con tutti i soggetti interessati, ha dato indicazioni sulle possibili assunzioni, ha individuato - e qui sta il nocciolo -l’area in cui insediarsi. E non si tratta di un’area qualsiasi, ma dei fatidici 13.000 metri quadrati ex Eaton, di proprietà del Consorzio Zona.

Ma riavvolgiamo il nastro e tentiamo di ricostruire la vicenda: dopo la chiusura della multinazionale americana, si apre la partita per la reindustrializzazione dell’area. Il percorso è accidentato e scandito da tappe: una delle più importanti è quella che vede il passaggio del grosso della superficie alla Iglom di Emilio Ricci, industria di olii lubrificanti, già insediata nel territorio e pronta ad espandersi assorbendo - questi gli accordi - una settantina di lavoratori. Ricci compra una porzione importante, ma non tutto: rimangono 13.000 metri quadrati. E quelli entrano nel patrimonio del Consorzio Zona: accordo di programma definito, la Regione firma il decreto di liquidazione e stacca un assegno, a favore del Consorzio, di 1,8 milioni di euro. Il Consorzio compra e veste i panni di scout: con un bando cerca imprese - anche del settore commerciale - pronte ad insediarsi nei fatidici 13.000 metri. E le trova. Si fanno avanti diverse aziende, ma la commissione di valutazione, composta da tutti i soggetti coinvolti (tra cui lo stesso Consorzio, la Regione e il Comune) valuta che la proposta migliore sia quella del colosso dell’alimentare. Pronto ad insediarsi nella porzione ex Eaton fronte Aurelia, lato Carrara (per spiegarci: dove si trova la pinetina). Il colosso non perde tempo e, dopo l’avallo alla proposta complessiva, si mette al lavoro e stende il progetto definitivo. Ed è su quello che adesso, nella seconda fase del percorso, deve pronunciarsi di nuovo la commissione di valutazione. L’idea - dettata dalla necessità di rispettare gli standard urbanistici - è quella di costruire un edificio che si sviluppi in verticale: parcheggio coperto a raso e aree di vendita al primo piano e ai successivi, con una varietà merceologica che vada oltre lo specifico settore alimentare. E la prospettiva - e qui sta il cuore della proposta - di decine di assunzioni. Forse quaranta, forse qualcuna in più. Una possibilità per gli ex Eaton e per chi si affaccia - o tenta di farlo - al mondo del lavoro. L’interesse del colosso all’insediamento a Massa è ufficializzato durante l’ultima commissione attività produttiva in cui si fa il punto sul bando del Consorzio Zona per la reindustrializzazione dei 13.000 metri quadrati. La partita, però, è ancora tutta da giocare perché se la commissione di valutazione dovesse dire sì al progetto definitivo per la realizzazione del punto vendita, beh la palla passerebbe nelle mani del consiglio comunale. Per il via libero definitivo, quello che dovrebbe inaugurare l’iter verso il cantiere, serve infatti una variante urbanistica. Vero, infatti, che l’accordo di programma “autorizzava” un bando aperto a imprese commerciali, altrettanto vero che l’area in questione è a destinazione industriale. Variante quindi, anche se con un accordo di programma in mano, ottenerla non dovrebbe essere un’impresa. Comunque sia un percorso consigliare è imprescindibile. E non è poca cosa.

Chiara Sillicani

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