Il Tirreno

Ponti sul Carrione, ecco perché vanno abbattuti o restaurati - Mappa

di Alessandra Vivoli
Il fiume Carrione
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Il fiume Carrione

Carrara: sottovalutazione del rischio idraulico, ostacoli al deflusso del fiume. L’elenco delle 8 criticità fra demolizioni, ricostruzioni e restauri completi

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Ecco gli 8 ponti da demolire, ricostruire o restaurare.

1. Il ponte e il mulino Forti

Giù il ponte Forti. E giù pure l’ex mulino. Nella relazione dei tecnici non sembrano esserci molte altre alternative. Cominciamo dal principio. Proprio da quell’analisi sull’asse del Carrione che ha come obiettivo, così è stato messo nero su bianco «mettere in sicurezza la città di Carrara e gli insediamenti vallivi dalle piene ducentennali del Carrione, solo attraverso interventi economicamente e socialmente sostenibili, di rimodellazione dell’alveo ed eliminazione di ostacoli ai deflussi , non appare perseguibile.  La strategia che appare perseguibile consiste invece in interventi di rimodellazione e rimozione ostacoli (intervento quel’ultimo non più procrastinabile) ». Nella relazione del professor Giovanni Seminara si parla di «due rilevanti ostacoli, a monte del Carrione: il ponte Forti e un fabbricato a sbalzo (originariamente un multino) che occupa l’intera larghezza dell’alveo».

In sostanza due criticità che il Carrione incontra nel centro storico e che come tali dovrebbero essere risolte.
«La presenza del ponte e del fabbricato Forti - continua la relazione presentata in consiglio comunale - determina condizioni molto critiche per il deflusso: alla modesta portata di 100 metri cubi al secondo il ponte è sormontato ed il secondo manda in pressione la corrente». Una situazione tale che, secondo i tecnici, comporterebbe la demolizione o l’adeguamento sia del ponte che del fabbricato.

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2. Il ponte romano

I carraresi lo chiamano il ponte del diavolo. Si tratta di uno die ponti storici della città, il ponte romano nella zona della Lugnola. Anche per lui sembra scoccata l’ora X quella che prevede la sua demolizione. Tutta una questione di portata del fiume e di altezza del ponte. Un’equazione che, stando agli studi degli addetti ai lavori, non funziona o meglio metterebbe a rischio la città. Ecco quindi che anche il ponte ad arco finisce nel mirino degli interventi di smantellamento. E, considerato proprio il valore storico, di ricostruzione. Insomma per il professor Seminara dovendo pensare alla messa in sicurezza della città e delle zone accanto all’asse del Carrione alcuni interventi devono essere messi in atto. E anche in tempi stretti. Forse proprio in questa ottica va letto anche l’intervento in cui l’assessore regionale Federica Fratoni, intervenuta in consiglio comunale in rappresentanza del presidente Enrico Rossi, ha parlato di «scelte coraggiose da prendere insieme attraverso un percorso partecipativo». Un percorso che passa, sembrerebbe necessariamente, attraverso l’azzeramento di parecchi ponti.

3. La passerella diSan Martino

Tre passerelle nel mirino. Una questa accanto al ponte di San Martino. Passerelle private che - come si legge nella relazione sullo studio del rischio idraulico del Carrione, risultano «di forte ostacolo ai deflussi». Ecco che anche le passerelle vengono fatte rientrare negli interventi «con priorità uno» al pari degli adeguamenti del ponte ferroviario linea Genova-Pisa e alla realizzazione di un alveo di magra nella parte centrale della sezione del tratto terminale del Carrione». Del resto i tecnici sono arrivati a una conclusione precisa, e cioè che il tratto di corso d’acqua che attraversa il centro di Carrara è quella che presenta maggiori criticità. «La portata che defluisce in sicurezza in tutto il tratto, nella configurazione attuale, non eccede infatti il valore di 100 metri cubi al secondo, a fronte di una portata trentennale a monte della confluenza del Gragnana pari a 218 metri cubi al secondo». Numeri e dati che, tradotti, arrivano a una soluzione prioritaria, quella dell’abbattimento delle passerelle per eliminare ostacoli dal deflusso del fiume in centro. Intervento, non procastinabile secondo gli ingegneri.

4. La passerella Peghini
La passerella Peghini deve essere abbattuta. Del resto, così è stato detto un po’ in tutte le salse durante l’ampio resoconto degli studi effettuati in un anno di Tac sul Carrione, se si vuole mettere in sicurezza il fiume ci sono delle scelte importanti da fare e, soprattutto, da non rimandare.

Nel mirino sono finite le passerelle: proprio quegli attraversamenti pedonali che i tecnici che hanno lavorato alla raccolta dei dati finiti poi nella relazione presentata in consiglio comunale, hanno studiato a fondo, valutando altezza, impatto e condizionamenti al deflusso. La passerelle Peghini, come le altre per cui è stato previsto l’abbattimento, è finita nella lista degli interventi prioritari per eliminare le maggiori criticità che interessano l’asse del fiume e, di conseguenza la città intera.

LA MAPPA CON GLI 8 PONTI DA ABBATTERE

5. Ponte di  Via Marconi

Un altro ponte osservato speciale. Si tratta del ponte di via Marconi (la foto è tratta dalla relazione). «L’assetto dell’alveo in questo tratto - scrivono i tecnici - costituisce un esempio dell’assenza di una cultura del rischio idraulico nella gestione del territorio». Insomma parole forti per descrivere una situazione che, nella relazione, è indicata come tutta da rivedere. «Il muro spondale segue un andamento che appare finalizzato non già a contenere al meglio le acque di piena, bensì a preservare gli spazi di un edificio adiacente l’alveo. Malgrado sia stato ricostruito il ponte di via Marconi non consente comunque il deflusso della portata trentennale». Per questo si prevede un intervento di adeguamento della larghezza della soglia e della quota dell’impalcato del ponte stesso.

6. Il ponte di via Stabbio

Anche in questo caso il ponte è salvo. Ma l’intervento sul ponte di via Stabbio (foto tratta dalla relazione) rientra in quelli di priorità 1, che non possono essere cioè tirati tanto per le lunghe. Un intervento che prevede: «l’innalzamento del ponte, l’eliminazione della passerella privata accanto e l’eliminazione del restringimento della sezione a monte del ponte». Insomma un restyling che però non toccherebbe la struttura di via Stabbio ma si limiterebbe solo ad innalzarla.«I benefici di questo intervento - si legge nella relazione firmata dal professor Seminara - sono consistenti: la portata che defluisce in sicurezza dagli attuali 150 metri cubi al secondo al valore trentennale che, per il tratto specifico, risulta pari a 277 metri cubi al secondo. Resta però l’esigenza di una adeguamento dei muri spondali».

7. Il ponte della bugia

Sulla sua “condanna a morte” per i tecnici che hanno studiato per un anno il Carrione dai monti al mare, sembra proprio che non ci siano prove d’appello. Rappresenta infatti un pericolo grave e come tale deve essere rimosso anche se, nella relazione sul Carrione, si parla che «la valenza storica e affettiva forse può giustificarne smantellamento e ricostruzione. Ma non ne giustifica il mantenimento nello stato attuale. Ed è auspicabile che tale questione venga sottoposta all’attenzione della Protezione civile nazionale».
Insomma per il ponte sembrano proprio esserci pochi spiragli di sopravvivenza nelle condizioni attuali. Del resto il professor Seminara in consiglio comunale è stato chiarissimo: «Fate pure tutte le fiaccolate che volete, ma quel ponte così come sta è un pericolo».

8. Il ponte Pucciarelli

No, in questo caso non si parla di abbattimento anche perché il ponte è stato rifatto solo una decina di anni fa. Ma anche qui, e si sta parlando della zona più a valle del Carrione, i problemi non mancano. Tanto che, per garantire il deflusso del fiume, dovrebbe essere allargato. Lo scrive nel suo “Studio idraulico del Torrente Carrione con analisi dei possibili interventi per la mitigazione del rischio” il professor Giovanni Seminara, che non si concentra solo sul tratto di torrente interessato al crollo del 5 novembre ma auspica un intervento di rifacimento anche del ponte di via Pucciarelli e anche di quello, attiguo in via Gino Menconi. Insomma fra abbattimenti e necessario restyling i ponti del territorio sono davvero tutti nel mirino di interventi comunque massicci.

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