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Pedofilia, perquisita un’abitazione
I carabinieri sequestrano computer e sim card a casa di un giovane lunigianese
LICCIANA. I carabinieri hanno perquisito l’abitazione di un giovane di Licciana Nardi e hanno sequestrato un computer portatile e la sim card di un telefono cellulare. L’operazione è scattata su disposizione della procura della Repubblica di Genova nell’ambito di un’inchiesta sulla pedo-pornografia. Al giovane (30 anni) viene contestato il grave e infamante reato di adescamento di minorenni tramite l’uso di social network.
Dal settembre al dicembre del 2013 – secondo quanto avrebbe accertato Gabriella Dottu, la sostituto procuratore della procura genovese titolare dell’inchiesta – , il lunigianese avrebbe utilizzato Facebook o altri social allo scopo di adescare ragazzine (o ragazzini). Tali azioni sarebbero avvenute ad Aulla e Licciana, ma a indagare è la procura di Genova, competente per i reati che coinvolgono i minorenni. Nei confronti del giovane non sono state adottate misure restrittive. Il trentenne avrebbe appreso di essere indagato soltanto al momento dell’arrivo dei carabinieri e si è rivolto all’avvocato Alessandro Ravani per l’assistenza legale.
I contorni dell’inchiesta non sono ancora chiari; se ne saprà di più probabilmente quando gli inquirenti avranno esaminato i file contenuti nel pc e nella sim. Intanto, l’avvocato Ravani è adesso al lavoro per ricostruire la vicenda e capire quale sia la posizione del suo assistito nell’inchiesta della procura di Genova.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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