Proteste
Le armi analizzate dai Ris e accertamenti sull’oro
MASSA. Giovanni Semeraro, comandante provinciale dell’Arma, definisce l’operazione del nucleo investigativo guidato dal capitano Tiziano Marchi, come un duro colpo inflitto alla criminalità: «È stato...
MASSA. Giovanni Semeraro, comandante provinciale dell’Arma, definisce l’operazione del nucleo investigativo guidato dal capitano Tiziano Marchi, come un duro colpo inflitto alla criminalità: «È stato stroncato un traffico di stupefacente ed è stato sequestrato molto denaro contante che noi presumiamo possa essere frutto di ricatti. Riteniamo di aver contribuito ad una maggiore sicurezza e di aver dato una risposta importante alla collettività».
Ed è proprio ai cittadini che l’Arma dei carabinieri si rivolge: durante l’operazione, infatti, sono stati sequestrati oggetti in oro. Collane, orecchini, bracciali, persino una fede nuziale. I militari sospettano che quegli oggetti siano stati ceduti da clienti in cambio di droga, ma non possono escludere che siano provento di furto. Ecco, quindi, che chiedono a chiunque sia stato vittima di furto di farsi avanti: può telefonare ai carabinieri ed esibire la denuncia per provare che gli oggetti in oro gli siano stati realmente sottratti.
Non soltanto: i monili verranno fotografati e le immagini saranno pubblicate sulla sezione dedicata del sito dell’Arma. I cittadini, quindi, attraverso il sito, possono verificare se si tratti di oggetti “sfilati” dai loro cassetti o dalla loro cassaforte.
Una delle pistole - questo è già stato accertato - era oggetto di furto: il proprietario della semiautiomatica calibro 9x21 la deteneva regolarmente e lo scorso settembre ha denunciato la sottrazione alle forze dell’ordine. Non è ancora stata accertata, invece, la provenienza del revolver 38 special: non risulta rubato, nè compare nelle banche dati sulle armi regolarmente detenute.
Il numero di matricola è stato inciso da un artigiano e ora i Ris (vedi articolo sopra) verificheranno con analisi balistiche se le due pistole abbiano mai sparato. Faranno verifiche anche negli archivi per accertare, su tutto il territorio nazionale, se vi siano stati spari di cui non sia stata confermata l’origine e compatibili con le armi da fuoco sequestrate ai tre massesi.
(c.s.)
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