Trasporti
Carrarese in crisi per la guerra tra i soci
Il presidente Raffaele Tartaglia lascia e mette in vendita il 70% delle quote azionarie
CARRARA. Buio pesto all'orizzonte per la Carrarese. Dopo polemiche che hanno accompagnato le ultime settimane, ieri il presidente azzurro Raffaele Tartaglia ha deciso di cedere la propria quota di partecipazione nella società apuana, pari al 70%. Durante la conferenza stampa tenutasi allo stadio dei Marmi, il numero uno di piazza Vittorio Veneto ha dichiarato di essere intenzionato a mettersi da parte e di vendere la sua quota al valore nominale di 10.500 euro. In seguito lo stesso Tartaglia ha specificato che metterà in vendita il suo 70% al prezzo simbolico di un centesimo.
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L'offerta di vendita è stata rivolta innanzitutto alla GVG Immobiliare della famiglia Buffon (che detiene il restante 30% della Carrarese), ma al momento è quasi impossibile che Gigi Buffon voglia nuovamente accollarsi la responsabilità del 100% del club. «Gli attuali contrasti tra i soci e i problemi insorti in ordine alla gestione della Società - ha detto Tartaglia - impediscono una proficua collaborazione tra Progetto Carrara S.r.l. e GVG Immobiliare S.r.l., collaborazione che costituisce la base fondante dell’accordo concluso nell’estate 2015. Di conseguenza, la Progetto Carrara, preso atto dell’attuale impossibilità della prosecuzione del rapporto con GVG Immobiliare, nel rispetto dei primari valori costituiti dall’interesse sociale e dalla continuità aziendale, pone la propria quota di partecipazione in Carrarese Calcio S.r.l., pari al 70% del capitale, a disposizione di qualunque soggetto che, per credibilità, passione ed impegno, sia disponibile ad impegnarsi per Carrarese Calcio S.r.l.; ciò per un controvalore pari al valore nominale della quota stessa. Tale proposta è rivolta, innanzitutto, per ovvi motivi, a GVG Immobiliare e a Gianluigi Buffon. Le attuali controversie tra i soci potranno trovare adeguata soluzione, in difetto di un accordo, in separata sede, e quindi grazie all’intervento dell’Autorità Giudiziaria».
«La Carrarese è dei tifosi, della città, non è mia». Ha replicato poi Tartaglia alle domande dei cronisti. «L'ho detto il primo giorno che sono arrivato: le squadre di calcio sono della città e dei tifosi, non sono dei presidenti. Passano i presidenti, i giocatori, gli allenatori; la passione che una città può avere per il proprio club e per la propria tradizione non passa. Quello è un bene primario ed è un bene della città che nessuno ha il diritto di ledere. Per questo motivo, non essendo io carrarino e sentendomi a questo punto ingombrante per la città, mi metto da parte. Fino a quando ho avuto la possibilità di lavorare in modo sereno, da parte mia e di chi ha lavorato con me, c'è stato il tentativo di proporre uno spettacolo divertente senza alzare i toni, a fari spenti, senza fare proclami. Dopodiché sono successe altre cose: ne prendo atto. Io non ho deciso di creare problemi a Carrara e alla Carrarese, tutt'altro. Il 70% di Progetto Carrara è a disposizione di qualsiasi soggetto che per passione e impegno sia disposto ad impegnarsi in Carrarese Calcio». Se nessun compratore si farà avanti – abbiamo chiesto al patron azzurro – cosa accadrà a luglio alla Carrarese?
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«Sui se non so rispondere. Attualmente la gestione è in mano a Lucio Boggi (presidente del Collegio sindacale ndc) che sta facendo sicuramente un ottimo lavoro e sta salvaguardando il patrimonio della società». Può spiegare esattamente quali sono i motivi di contrasto tra lei e la GVG Immobiliare?
«No, perché sono questioni che se non si risolvono in maniera amicale, vi è la necessità di risolverli nella sede competente. Le sedi competenti sono i tribunali, non le conferenze stampa. Non sarebbe giusto da parte mia mettere in piazza quelle che sono le problematiche che non si devono risolvere sui giornali. La scadenza degli stipendi? La società ha assolutamente disponibilità liquida per poter pagare gli stipendi. La Carrarese Calcio non ha problemi di carta. C'è una differente interpretazione della base fondante dell'accordo che abbiamo concluso quest'estate. Se troviamo una soluzione, bene, sennò bene uguale. Si va avanti per altre strade. Le alternative da poter portare avanti sono tante. Il contratto di Sandro Federico? Guadagna gli stessi soldi di Turotti, anzi per il primo anno meno. Federico sta facendo il suo lavoro, credo bene». Lei si tira fuori, ma da qui fino a giugno cosa accadrà alla Carrarese? « Ci sono tante cose che possono accadere da qui a giugno». Insomma, è finita dopo appena tre mesi. «Ci sono matrimoni che finiscono presto e altri che finiscono tardi. Purtroppo sono le cose della vita che vanno avanti così. Sarebbe strano non prenderne atto, non assumere delle decisioni conseguenti». Perché quest'estate scelse la Carrarese? «Questa sarebbe stata una domanda simpatica a cui rispondere tra agosto e settembre. A quel tempo non c'è stata l'occasione e credo che oggi non sia assolutamente il contesto per questo tema».
In seguito alla presa di posizione di Tartaglia abbiamo contattato Lucio Boggi per un commento. Il presidente del Collegio Sindacale si prende il tempo per riflettere. «Stiamo cercando una soluzione». Ha spiegato Boggi.
«E' impensabile che dopo 107 anni di storia e gloria sportiva della Carrarese non si lotti per difendere quello che è un bene collettivo della città».
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