Italia
Smaltire i rifiuti costa meno Ma la Tari a Massa non scende
Tariffe Cermec: 31 euro a tonnellata in meno, la tassa resta però invariata Il Comune annuncia riduzioni “consistenti” per il 2016 e più porta a porta
MASSA. Scende il costo di trattamento dei rifiuti; non scende – almeno per ora – la Tari, ossia la tassa erede della Tarsu per lo smaltimento della spazzatura urbana. Che, anzi, resta tra le più alte in Italia, almeno secondo la statistica pubblicata ieri dal Sole 24 Ore. Una classifica in cui Massa si piazza all’ 83esimo posto tra i capoluoghi di provincia, con la tassa sui rifiuti che pesa in media 365 euro per un appartamento di 100 metri quadrati abitato da una famiglia di tre persone (per fare un raffronto: a Belluno e Udine, le città meno care il costo per la stessa tipologia di casa è di 171 euro l’anno; a Siracusa e Cagliari, le città più care, di 509 e 523 euro per famiglia).
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E questo nonostante che il Cermec, l’impianto che riceve e trasforma i rifiuti della provincia, abbia ridotto la tariffa da 174,35 a 160 euro a tonnellata nel corso del 2104 e poi ancora l’abbia ribassata a 143 euro nei primi sei mesi di quest’anno Riportandola così ai livelli del 2009. Si tratta di uno sgravio di 31 euro per tonnellata che si traduce, per Massa, in un minor costo di 576.000 euro nel 2015 e di 580mila nel 2014.
L’assessore al Bilancio Giovanni Rutili annuncia però ritocchi verso il basso per il prossimo anno. I risultati positivi della gestione di Cermec, spiega, «consentiranno di abbassare notevolmente il prezzo della Tari e di migliorare contestualmente la qualità della raccolta con l'avvio del percorso di raccolta domiciliare, previsto entro fine anno».
Ma la bolletta dei rifiuti è composta solo per metà (circa) dai costi di conferimento al Cermec. L’altra metà è costituita dai costi di Asmiu per la raccolta della spazzatura in città. E questi costi non sono scesi. Dice ancora l’assessore Rutili. Le tariffe Tari sono «rimaste sostanzialmente ferme ai livelli del 2014. Il livello è in linea con quelli dell'Ato Toscana Nord (più basso di Pisa, uguale a Livorno e più alto di Lucca) e per noi incidono tre fattori: la forte presenza di abitanti “stagionali”, cioè dei turisti, con una produzione di rifiuti pro capite che schizza a livelli molto elevati rispetto a territori che sono omogenei a noi per numero di abitanti; i costi di smaltimento condizionati dal concordato di Cermec; la presenza di ampi sgravi per famiglie numerose e utenze disagiate».
Il Sole segnala anche una vera stangata Tari su alcuni tipi di impresa. Un ristorante di 180 metri quadrati paga a Massa 21,32 euro a metro quadrato, il 42% in più rispetto al 2012. Un negozio di parrucchiera paga invece 5,52 euro al metro, anche in quesot caso più 42%, mentre un ufficio di 150 mq, paga 7,25 euro a metro quadrato (indisponibile il confronto con il 2012. Vivecersa, un azienda alimentare con 3mila metri di superficie paga 4,39 euro al metro, il 78% in meno rispetto al 2012.
«Con il cambio di normativa – spiega a questo proposito Rutili – , si debbono utilizzare parametri di calcolo fissati a livello nazionale che hanno portato non tutte le imprese ad avere aumenti. Anzi. C'è stata una rivoluzione che ha visto ridurre il costo per esempio di uffici, agenzie, negozi di abbigliamento mentre sono aumentati in modo importante i costi per ristoranti, bar, ortofrutta, pasticcerie e pizzerie. In tutto questo l'amministrazione ha cercato di costruire categorie di prezzo omogenee considerando che spesso le attività svolte presentano caratteri di forte promiscuità nel nostro territorio».
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