La manifestazione
Carrione choc: giù ponti e passerelle per garantire la sicurezza
Il piano dei tecnici nominati dalla Regione: nel mirino il ponte della Bugia, l’ex Mulino Forti e altre storiche strutture
CARRARA. Mesi di studi, indagini, sondaggi e calcoli per arrivare a stabilire che l’unico modo per iniziare a mettere in sicurezza il Carrione è quelli di demolire le ostruzioni che si trovano lungo il suo corso, soprattutto nel tratto che attraversa il centro città. Giovanni Seminara, il docente dell’Università di Genova incaricato dalla Regione Toscana di mettere a punto lo studio idraulico sul torrente carrarese non ha dubbi: qualsiasi intervento su argini e alveo, ogni tipo di opera che verrà realizzata d’ora in avanti lungo l’intera asta del Carrione, saranno completamente inutili se non verranno prima abbattute le ostruzioni che sorgono sul corso d’acqua. Una tesi a cui era arrivato, già dodici anni fa, l’ingegner Carlo Viti, e che oggi come allora impone l’abbattimento di uno degli attraversamenti storici del centro città, il Ponte della Bugia.
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I tentativi messi in campo in questi anni dall’amministrazione, su pressione dell’opinione pubblica cittadina, per salvare lo storico attraversamentosono stati quindi vani: secondo Seminara il ponte deve essere abbattuto perché nemmeno l’alternativa studiata dal municipio – con tanto di variante urbanistica per demolire un’abitazione e creare un allargamento nell’alveo – possono garantire il “corretto” deflusso delle acque in caso di piena. Ma il Ponte della Bugia non è il solo pezzo storico a cui dovranno rinunciare i carraresi: nella lista degli attraversamenti da eliminare c’è anche il Ponte di Groppoli, anch’esso già finito nel “mirino” dello studio Viti del 2003. Un intervento importante riguarderà anche l’ex Mulino Forti, nel cuore del centro storico: Seminara, in questo caso, non ha parlato espressamente di demolizione ma ha spiegato che l’altezza del manufatto sul torrente non è sufficiente e che serviranno una serie di lavori per aumentarla.
Ma la lista “nera” del professor Seminara non è fatta solo di ponti “illustri” ma anche di semplici passerelle: dalla zona delle Canalie, fino ad arrivare alla località Fabbrica, ce ne sono diverse, in gran parte costruite per servire le segherie sul Carrione. Alcune sono ancora in funzione, altre non vengono utilizzate da anni, tutte – ha spiegato il docente dell’Università di Genova – andranno abbattute. E questo per evitare, in caso di piena, il formarsi di pericolose ostruzioni in grado di far esondare il torrente e innescare così una serie di reazioni a catena con ripercussioni anche a valle. Ma oltre alla rimozione delle ostruzioni, lo studio idraulico del professore ha un altro assunto, altrettanto fondamentale: il docente chiede una serie di interventi a monte, per creare una rete di piccoli invasi volta al controllo della produzione e del trasporto di sedimenti nonché al “trattenimento” delle acque. Questa, rispetto allo studio Viti, è forse la principale novità, quella che probabilmente piacerà di più agli ambientalisti, che ormai da anni ripetono come il cuore dei problemi idraulici del Carrione sia a monte e non (solo) a valle. Intanto, nonostante sia stato presentato solo lunedì sera, lo studio idraulico di Seminara ha già avuto un primo, importantissimo effetto: un’anticipazione della relazione, consegnata a inizio ottobre all’amministrazione carrarese, ha imposto lo stop ai lavori di abbassamento dell’alveo del Carrione in centro città.
Il sindaco Angelo Zubbani ha spiegato che si è tratto di un provvedimento «precauzionale» preso in assenza di prescrizioni da parte dello staff del docente. Il municipio stava procedendo, lo ricordiamo, con la rimozione di 1,60 metri di detriti dall’alveo del torrente ma, preso atto dello studio di Seminara, ha interrotto gli scavi: «Ci sono pareri diversi sulle altezze» ha precisato il primo cittadino, lasciando intendere che gli interventi ripartiranno, a breve, sotto la regia della Regione e sulla base di un progetto complessivo, che riguarderà tutta l’asta del torrente. Si tratta dell’annunciato intervento di “sistemazione” del Carrione voluto dall’amministrazione regionale, proprio sulla base dello studio idraulico di Seminara: lo staff del professor Giovanni Cardinale, dell’università di Firenze - lo stesso che ha messo a punto il progetto di ricostruzione dell’argine crollato un anno fa - è già all’opera e dovrebbe consegnare il “preliminare” di qui a 90 giorni. Questo significa che a marzo i carraresi potranno sapere quali sono le priorità di intervento “dai monti al mare”.
Ma soprattutto, tra tre mesi scatterà la caccia al finanziamento, perché l’amministrazione toscana dovrà aver individuato le risorse per finanziarlo e viste le stime ipotizzate dal presidente della Regione Enrico Rossi subito dopo l’alluvione, e confermate negli ultimi incontri, si tratta di cifre importanti, sopra i 20 milioni di euro. «L’amministrazione Toscana dispone ogni anno per tutto il territorio regionale di 40 milioni di euro - ha puntualizzato Zubbani – se il Carrione diventasse una priorità non solo per il nostro comune ma a livello regionale, allora, non appena avremo il progetto potremmo far partire i cantieri» ha aggiunto il sindaco, precisando che l’ente competente sarà la Regione.
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