Il Tirreno

Sicurezza

Raid nell'azienda dei Bin Laden e in altre tre ditte del marmo a Carrara

di Alessandra Vivoli
Raid nell'azienda dei Bin Laden e in altre tre ditte del marmo a Carrara

 Cassetti rovistati ma nessun furto: spionaggio industriale?

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CARRARA. Porte e finestre spaccate. Cassetti rovistati. Pareti di cartongesso mandate in frantumi, prese a martellate. E, inspiegabilmente, nessun tentativo di scasso alle macchinette distributrici di caffè e merendine.

A essere prese di mira quattro aziende del settore lapideo: e a Carrara scattata l’allarme dello spionaggio industriale.

Raid in quattro aziende. Hanno agito dalle 2 del mattino, fino alle tre e mezzo.

Nel mirino dei vandali sono finite la Granulati Carrara, la Adolfo Forti marmi, Pucciarelli trasporti e, la Marmi Carrara (per la seconda volta a distanza di quattro mesi). Ad accorgersi delle incursioni sono stati i primi dipendenti che nella giornata di ieri hanno varcato i cancelli delle rispettive aziende per riprendere il lavoro. Quello che si sono trovati di fronte sono stati uffici devastati, fogli dappertutto o, nel caso della Adolfo Forti, porte completamente divelte a martellate. In questa azienda però i vandali non hanno fatto in tempo ad entrare, messi in fuga dal sistema di allarme.

Negli altri uffici il copione è stata più o meno lo stesso: una ricerca spasmodica di qualcosa, questo sembrerebbe essere dietro gli episodi di vandalismi che hanno creato non pochi disagi alla ripresa della settimana di lavoro.

I ladri tornano negli uffici della Marmi Carrara. I ladri, se di ladri si tratta che hanno preso di mira per la seconda volta il quartier generale del colosso del lapideo gestito, al 50%, dalal famiglia Bin Laden.

a dal poco che trapela dalle prime fasi di blindatissime, potrebbe trattarsi di un episodio legato allo spionaggio industriale. Del resto a fare propendere gli inquirenti che ieri mattina sono intervenuti nell’azienda di Nazzano, è stato il fatto che dagli uffici non è sparito nulla. I computer sono rimasti al loro posto e anche alcuni telefoni cellulari di dotazione aziendale.

Il raid, infatti, è avvenuto nel quartier generale della ditta acquistata, per la metà del suo pacchetto azionario, dal gruppo della famiglia Bin laden, la Cp Holding. Una vera e propria devastazione che potrebbe anche essere il segnale di una frenetica ricerca di soldi o di documenti riservati che i malviventi in realtà non hanno trovato. Di qui si spiegherebbe l’accanimento su porte e parti interne di cartongesso.

Una ipotesi tutta da dimostrare su cui si stanno concentrando le indagini: i vandalismi potrebbero essere stati anche un tentativo per depistare e il vero obiettivo sarebbero stati i documenti e i progetti custoditi negli uffici della ditta. O anche semplicemente per arrecare grossi danni per rallentare i lavori degli uffici operativi alle prese con commesse importanti in tutto il mondo.

Martelli e spranche: hanno agito in quattro. Un raid in stile “Arancia Meccanica” che non si è limitato alla Marmi Carrara.

Nella stessa notte di domenica sono state passate al setaccio altre importanti aziende del settore: il modus operandi è stato più o meno lo stesso, martellate agli arredi e alle porte, nessun furto. Ma scrivanie e prese a sprangate, armadi scardinati e documenti sparpagliati ovunque.

I malviventi hanno lasciato dietro di loro una scia di distruzione. L’allarme è scattato nella mattinata di ieri, alla ripresa della settimana di lavoro. E un ruolo importante, per quel che riguarda le indagini, dovrebbero averlo le telecamere di cui sono dotate quasi tutte le aziende prese di mira dal raid vandalico. Sembra che ad agire siano state quattro persone e la mano, in tutti e i quattro casi, potrebbe essere stata la stessa.

A far pensare è proprio l’accanimento con cui ci si è scagliati contro gli arredi e gli uffici. Danni non ingenti dal punto di vista ecnomico, questo è bene ribadirlo. Ma segnali preoccupanti per gli inquirenti e per gli imprenditori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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