La manifestazione
Schianto mortale col deltaplano
Massa Carrara: Mirko Chiappini, 57 anni, è precipitato in un bosco. Nel 2004 si era salvato per miracolo
PONZANO MAGRA. Nel luglio del 2004 aveva dovuto fare un ammaraggio a Marina di Carrara perché il motore del suo deltaplano si era inceppato, soltanto con una manovra disperata aveva evitato i bagnanti che prendevano il sole. Quella volta lo avevano salvato l’acqua e i sommozzatori. Domenica 8 Mirko Chiappini, 57 anni, non è stato così fortunato e l’incidente non ha potuto raccontarlo: sempre con il suo velivolo India 7167, si è schiantato in località Madonnetta, a Santo Stefano Magra. Anche qui a tradirlo è stato un guasto meccanico. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo.
Era sposato, da anni aveva una passione per il volo ed era molto conosciuto, oltre che nelle aviosuperfici, a Sarzana per aver gestito un negozio di generi alimentari diventato subito meta dei palati più esigenti. I suoi amici, saputo della sua scomparsa, non hanno voluto parlare con nessuno.
La tragedia è avvenuta intorno alle undici. Chiappini era decollato dall’aeroclub di Borghetto Vara: il deltaplano a motore ha raggiunto la vallata del Magra senza problemi, anche perché la giornata era ideale per volare. Cielo terso e pochissimo vento. All’altezza di Pratola il mezzo ha cominciato a perdere quota, senza un motivo apparente. Qualcuno ha ipotizzato un problema a un’ala, ma sono le parti meccaniche le più indiziate. La scena è stata vista da parecchie persone, soprattutto dai residenti della Bosca. E sono loro che hanno dato l’allarme. Il velivolo - hanno detto i testimoni - è venuto giù senza controllo, riuscendo però a evitare un paio di alberi, e si è schiantato al suolo: Chiappini non è morto sul colpo, i soccorritori lo hanno trovato in stato di incoscienza e con i parametri vitali praticamente azzerati. Il commerciante non rispondeva al medico del 118, che lo chiamava per avere una sua reazione, e soprattutto non respirava quasi più. Le sue condizioni erano disperate, ma il dottore e l’infermiere hanno fatto diversi tentativi - massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca - prima di dichiarare l’ora del decesso. Intanto vigili del fuoco e carabinieri si occupavano delle cause dello schianto, anche se ora azzardare ipotesi è davvero difficile. A parlare saranno i rottami del mezzo India 7167, un deltaplano che Mirko conosceva come le sue tasche. Visto che era lui stesso a effettuare la manutenzione ordinaria.
Il corpo dello sfortunato pilota è stato portato all’obitorio dell’ospedale di La Spezia e sarà il magistrato a decidere se fare l’autopsia oppure se accontentarsi dell’esame esterno (più facile questa seconda ipotesi). Il pubblico ministero lunedì 9, o al più tardi martedì 10, invece affiderà l’incarico a un ingegnere per stabilire cosa non ha funzionato in quel velivolo. E se ci sono reati da perseguire.
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