Sicurezza
Monopoli del marmo e concerti in piazza, il centro si riempie
Si sono chiuse ieri le iniziative di Assemblea permanente e collettivo Harlock per l’anniversario dell’alluvione
CARRARA. «Auguri Assemblea permanente, auguri». E vai di brindisi, chiacchiere e ricordi. È iniziata così ieri l’ultima giornata di #carrarasifainquattro, la manifestazione organizzata dall’Assemblea permanente per l’anniversario dell’alluvione del 5 novembre scorso e che ha visto una serie di dibattiti sul territorio, dalla sanità al dissesto idrogeologico e che si chiudeva appunto ieri con concerti e uno spettacolo teatrale. È iniziata però, dicevamo, con un brindisi al loro primo anno di vita (quell’Assemblea), nello stesso luogo e alla stessa ora in cui è nata: piazza 2 Giugno, alle 11.
Tutto è iniziato con evento su facebook: «Appuntamento alle 11 davanti al Comune». Doveva essere un presidio di protesta per l’ennesima alluvione che aveva appena devastato la città, ma è diventato qualcosa in più: un’occupazione, o presidio 24 ore su 24, della sala di rappresentanza del municipio, e poi un movimento, apartitico, che continua a occuparsi della “cosa pubblica” anche, o soprattutto, a un anno dall’alluvione. Ieri mattina una ventina di ex presidianti hanno voluto ricordare quel giorno con un aperitivo.«E siamo ancora qui», commenta dalla piazza.
La giornata si chiamava non a caso #carrarasiribella - è stato dato un nome a ogni giornata dalla manifestazione - quel motto nato durante il presidio in Comune e che è diventato un po’ lo slogan dell’Assemblea permanente, ma anche un modo di vivere: non tacere e non dormire più, ma fare, fare, fare, come alla fine vuole anche la teoria anarchica di cui Carrara è patria.
Dopo il brindisi, le iniziative sono entrate nel vivo, in piazza delle Erbe, dove nel pomeriggio si è tenuto Marmopoly, un gioco di società “teatrale” all’aperto, dove il pubblico veniva coinvolto da attori in un Monopoli del marmo, dove però non c’erano vincitori, ma tutti perdenti, perché alla fine è la città che perde qualcosa: le sue montagne. Un gioco che era soprattutto uno spettacolo sul business delle cave, con tanto di sindaco, socio parassitario e la sovrana del Ducato di Carrara del XVIII secolo, Maria Teresa Cybo-Malaspina, che si scusava per quell’editto sui beni estimati, perché «non pensavo - dice - che avrei distrutto le montagne. Quando l’ho scritto le cave erano grosse come la mia camera da letto e si facevano statue con il martello». E invece ora, un ipotetico ora del futuro, la sovrana dalla sua dimora sotto le Apuane vede addirittura - così dice - la sua città: Modena. Ridere per riflettere quindi. Era questo il senso del gioco spettacolo.
E per finire, una nuova edizione di #fantiacarrarasirisuona, festival ideato dell’Assemblea con l’obiettivo di promuovere quella musica che in città manca sempre. La prima edizione si è tenuta lo scorso Natale, durante l’occupazione del Comune, portando in piazza 2 Giugno un fiume di gente. Poi in piazza Gramsci, inaugurando il palco della musica. E adesso quindi in piazza delle Erbe. Hanno suonato diversi gruppi e musicisti del territorio, dagli Etruschi from Lakota a Cheyenne Wolf, e poi Renzo Cantarelli, gli Nc247, e anche la tribute band dei Pink Floyd “Dominoes” , i Blips, Joe & the Boogies, Out but Gold. Per chiudere la quattro giorni, con una festa in una giornata che, alla fine, è proprio di festa.
Tutto questo mentre in piazza 2 Giugno, nel pomeriggio, prendeva vita l’altra manifestazione organizzata per i due anniversari (alluvione e occupazione del Comune), quella del collettivo Harlock, che ha invece voluto chiudere la sua quattro giorni con un’assemblea pubblica e il concerto di uno dei gruppi rap italiani più conosciuti: gli Assalti Frontali, ben noti per il loro impegno politico, in linea con la giornata di ieri. Tutto in piazza 2 Giugno, dove tutto è nato.
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