Il Tirreno

Una cordata apuo-emiliana per rilanciare la ex Syntech

Una cordata apuo-emiliana per rilanciare la ex Syntech

La Metalcromo di Massa capofila di un progetto per creare un polo di cromatura di componenti per auto di prestigio che porterebbe addirittura 80 posti di lavoro. Trattative ancora in corso

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MASSA. La speranza è nel cromo. Per i dipendenti Syntech (43 all’inizio della vertenza, ora ridoti a 35 circa) si intravede una via di uscita. È quella della cordata formata dalla Metalcromo, azienda massese specializzata nella zincatura industriale e di due aziende di Reggio Emilia, cordasta che ha manifestato l’interesse a investire sullo stabilimento di via Catagnina. Con un progetto ambizioso: quello di creare in partnership un polo – o meglio una rete produttiva (le aziende emiliane non si trasferirebbero) – per la cromatura e l’assemblaggio di componenti per autoveicoli legato a marchi di prestigio come Bmw e Mercedes. Un’operazione industriale che prevederebbe non solo il ri-assorbimento dei lavoratori di Syntech, ma anche nuova occupazione: fino a 80 assunzioni complessive, secondo i numeri che circolano nei tavoli di trattativa.

Un futuro tutto da costruire, va detto, anche se se ne parla ormai da un anno. L’unico futuro per gli ex Syntech, comunque. Per questo, venerdì scorso, in occasione della venuta in città dell’assessore regionale Gianfranco Simoncini per la vertenza Eaton-Iglom, i lavoratori dell’azienda si sono presentati in massa sotto il municipio, per avere notizie sullo stato dell’arte delle trattative. L’assessore Simoncini si è preso qualche giorno di tempo per dare una risposta, ma nella stessa giornata c’è stato un incontro fra la Metalcromo della famiglia massese Rappelli, il sindaco Alessandro Volpi e il direttore di Assindustria Andrea Balestri per fare il punto su questo progetto industriale.

Dal vertice non è uscita alcuna nota ufficiale, ma la sensazione è che, anche se un accordo non è stato raggiunto, il progetto è ancora “vivo”.

Si tratta di rilevare – o affittare – lo stabilimento di via Catagnina, di proprietà del gruppo Estel di Vicenza dove Syntech assemblava mobili per ufficio. Un capannone che a Stefano Rappelli di Metalcromo appare congeniale alle strategie del nascente gruppo in quanto la fabbrica era stata studiata per attività in qualche misura simili a quelle che la cordata apuo-emiliana intende impiantarvi. In più, lo stabilimento è dotato di un impianto fotovoltaico da 60 chilowatt che consente di abbattere i costi e costituisce un “valore aggiunto”. Gli ex lavoratori della Syntech, inoltre, aveva detto Rappelli hanno le specializzazioni che ci interessano, una sottolineatura, questa, che riaccende le speranze di tornare in produzione delle maestranze, che sono in mobilità da tre anni.

Sintech si era insediata in quell’area dell’a ex Olivetti nei primi anni Duemila, sfruttando anche sostanziosi contributi pubblici. Nel 2012 la capofila Estel Class ha decso di chiuderla per “crisi legata a difficoltà di mercato”. Ora, si torna a parlare di re-industrializzazione.

Claudio Figaia

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