Sicurezza
I dipendenti vanno in municipio «Vogliamo lavorare»
I sindacati chiedono un incontro con i comitati cittadini «La politica deve porsi il problema della delocalizzazione»
AULLA. Poco prima delle ore 10 di ieri mattina sono già di fronte al municipio i lavoratori della ditta Costa, che si battono per il proprio posto di lavoro. Sono più di 30 e iniziano ad attaccare cartelloni su una colonna del municipio e sul gazebo allestito per l'occasione sotto le insegne della Cisl. Quello che hanno scritto sui cartelloni è molto eloquente: “Mai rilevati danni alla salute, ambientali o inquinamento, non siamo noi a dirlo ma le visite ispettive degli organi preposti, alle quali siamo sottoposti da sempre”; “Siamo i primi ad avere a cuore la salute della popolazione albianese, la nostra, quella delle nostre famiglie, ma, soprattutto, dei nostri bambini”.
E' Linda Donati della Rsa aziendale della ditta Costa ad affrontare subito il tema del capannone andato a fuoco domenica 4 ottobre e non ancora riaperto: «Il capannone ora è a posto, quindi vogliamo tornare a lavorare tutti e sapere perché non viene dato il nulla osta». Da sottolineare che alla ditta Costa ci sono 50 lavoratori, 5 negli uffici, il resto divisi fra operai e autisti: 15 di loro sono stati messi forzatamente in ferie a seguito della inutilizzabilità del capannone distrutto dalle fiamme ed ora attendono di sapere se saranno messi in cassa integrazione o meno. Parliamo con alcuni di loro e scopriamo che l'unico stipendio che portano a casa è il loro, quindi sarebbe un dramma se dovessero perdere il posto di lavoro: si tratta di Roberto Gervasi di Pallerone, Alessandro Venturini di Casola, Michele Bruschi di Pian di Follo, Giovanni Ruffini di Caprigliola, Giorgio Bellegoni di Sarzana, Cinzia Frandi e Angela Venturini del Comune di Aulla. Inoltre, colpisce non poco quello che dice uno di loro: «La comunità di Albiano Magra non ci è ostile, in fin dei conti quelli che manifestano sono soltanto singoli con fini politici». Parole che vengono pronunciate mentre i colleghi fanno volantinaggio fra le gente a spasso fra i banchi del mercato del sabato e mentre una delegazione di lavoratori e sindacalisti sale in municipio per incontrare il sindaco Silvia Magnani. Dopo l'incontro c'è una moderata soddisfazione nelle parole di chi vi ha partecipato e una novità davvero di rilievo: su richiesta di lavoratori e sindacalisti, il primo cittadino si farà promotrice di un incontro fra loro e i manifestanti anti Costa. A parlare sono ancora Linda Donati, la quale spiega che «i lavoratori non hanno alcun problema ad essere spostati, ma è la politica che non ci vuole fare lavorare», e il segretario confederale della Cisl Andrea Figaia: «Vogliamo incontrare i rappresentanti dei comitati dei cittadini per discutere, noi rappresentiamo il lavoro e le cose non si possono risolvere a battute o con un tweet. La politica deve porsi il problema della delocalizzazione della ditta Costa e chi di dovere faccia le opportune verifiche su quale sito è più adatto”. La mente corre subito alla ex Cjmeco a Pallerone, ipotesi rilanciata spesso nelle scorse settimane. (G.U.)
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