Sicurezza
Cemento armato per il nuovo argine
Il muro avrà un’altezza di circa 8 metri sulla strada e di 6 metri rispetto al livello medio dell'alveo
CARRARA. Ricostruire l'argine crollato il 5 novembre 2014 fa non sarà sufficiente a garantire la messa in sicurezza del Carrione: per abbattere il rischio su gran parte del tratto avenzino del torrente bisognerà allargare Ponte Pucciarelli e ricostruire ex novo il muro sopravvissuto al cedimento di un anno fa.
Insomma un super lavoro attende l’asse del Carrione proprio laddove il 5 novembre scorso si è aperta la falla che ha mandato sott’acqua Marina.
Lo scrivono nero su bianco nelle loro relazioni il professor Giovanni Seminara e il suo collega Giovanni Cardinale incaricati dalla Regione Toscana di compilare rispettivamente uno studio idraulico sul torrente e il progetto esecutivo del nuovo argine.
Avrà un'altezza di circa 8 metri sulla strada e di 6 metri rispetto al livello medio dell'alveo: sarà realizzato in cemento armato con uno spessore che oscillerà dai 30 centimetri nella parte più alta ai 70 centimetri della base. La fondazione sarà costituita da una soletta continua con una larghezza di 4 m e uno spessore 1.0 m, fondata su pali trivellati ad elica. E sarà posizionato in modo tale da fungere da confine tra la strada via Argine Destro e l'alveo del torrente Carrione. Sono questi i dettagli del progetto esecutivo della nuova sponda del Carrione per il tratto interessato al crollo di un anno fa, messo a punto dal professor Giovanni Cardinale, docente di progettazione strutturale e tecnica delle costruzioni alla Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze, su incarico dell'amministrazione regionale.
Un argine nuovo di zecca che andrà a sostituire il lavoro fatto in somma urgenza nelle settimane immediatamente successive l'alluvione. Un muro, come già anticipato, lungo 280 metri che costerà circa 4 milioni di euro, già stanziati dalla Regione Toscana.
Nelle 46 pagine del suo progetto, il pofessor Cardinale, descrive per filo e per segno tutti gli aspetti tecnici della nuova opera "figlia" - si fa per dire - degli altri studi condotti sul quel tratto del torrente e che hanno riguardato le dinamiche idrauliche del corso d'acqua, la geologia del territorio in cui scorre e ovviamente la staticità dell'argine esistente e di quello che dovrà essere costruito.
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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