Gioco
Baccalà “taroccato”, negozio denunciato per frode in commercio
Controlli della Capitaneria di Porto in pescherie e ristoranti, sequestrata una partita di pesce spacciato per merluzzo
MARINA DI CARRARA. Guardia costiera di Marina di Carrara scopre la truffa del baccalà che non è baccalà (ma viene spacciato come tale). E per il titolare del negozio in cui si vendeva il pesce truccato scatta la denuncia penale per frode in commercio. Oltre che il sequestro del pesce “taroccato”.
La denuncia della Capitaneria è scattata nel corso di una serie di attività di vigilanza nei vari segmenti del settore ittico che si trovano in tutto il territorio provinciale che ha riguardato pescherecci, punti di sbarco del pesce, pescherie, ristoranti, grande distribuzione e ambulanti.
Trentotto i controlli effettuati con un esito che la Guardia costiera definisce confortante, nel senso che ci sono state soltanto tre sanzioni amministrative – segno di correttezza e rispetto delle regole da parte degli operatori – e una sola denuncia penale. Quella, appunto della frode in commercio, nella quale una specie ittica veniva venduta per un'altra di maggior pregio. Il responsabile è stato deferito all'autorità giudiziaria e il prodotto è stato sequestrato.
Il trucco scoperto dalla Capitaneria di Marina è abbastanza diffuso. Il finto baccalà è spesso un Pollack o un Brosme specie anch’esse appartenenti alla famiglia dei Gadidae come il merluzzo, ma meno pregiate. E, soprattutto, meno costose. In altri casi, sequestri analoghi a quello operato dalla Capitaneria di Marina hanno accertato che il pesce spacciato come baccalà era in realtà Molva, una specie neanche classificabile come merluzzo. Si tratta sempre di pesci perfettamente commestibili, diffusi nel Mediterraneo e nell’Atlantico settentrionale, ma è chiaro che venderli come merluzzi pregiati (quali sono i baccalà) a prezzi che arrivano anche a 40 euro al chilo per le specie più pregiate(mentre il prezzo medio del Molva è sui 6 euro al chilo) costituisce una frode.
Intanto, l’azione della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara non si ferma. Uteriori controlli verranno eseguiti nei prossimi mesi, anche assieme al personale dell'unità funzionale pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare dell'Asln. 1 di Massa-Carrara, con cui la Guaerdia costiera collabora ormai da tempo. Tra i due enti è stato di recente sottoscritto un nuovo protocollo di intesa volto ad assicurare il coordinamento delle attività di controllo nel settore della pesca marittima. L’attività di controllo della Guardia Costiera di Marina di Carrara prosegue, infatti, durante l'intero arco dell'anno, al fine di assicurare la tutela delle risorse ittiche e della sicurezza alimentare dei consumatori, impegnando il personale, da terra e da mare in una specifica attività di monitoraggio che interessa, con particolare attenzione durante le festività e la stagione estiva, molteplici attività produttive che ricadono nell'intero territorio della Provincia di Massa-Carrara, così come le unità da pesca ed i punti di sbarco dei prodotti della pesca.
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