Il dolore
Spari al vicino per un ramo che fa ombra
La moglie del ferito si costituisce parte civile. L’imputato, l’ex guardia giurata Tonarelli, si difende: «Mi minacciava»
MASSA. Quella lite tra vicini per un ramo di un albero che invadeva il giardino dell’altro per un pelo non è finita in tragedia: Ottavio Ciuffi era stato raggiunto da tre colpi di pistola (due proiettili erano caricati a pallini), esplosi da Alberto Tonarelli. Al volto e su un fianco, subendo pesanti conseguenze fisiche e morali. L’uomo si è costituito parte civile chiedendo di essere risarcito nell’udienza preliminare davanti al gup, ieri all’inizio del processo è stata sua moglie a costituirsi parte civile per quello che ha subito nel periodo in cui il marito era all’ospedale. Poi il collegio presieduto da Giovanni Sgambati (a latere Garofalo e Congiusta) ha aperto il dibattimento sentendo i primi testimoni (vedi box).
Era luglio 2013, quando Tonarelli, ex guardia giurata, dopo l’ennesima discussione con Ciuffi, aveva premuto il grilletto. Aveva preso la sua Smith&Wesson 357 Magnum e aveva sparato contro il suo dirimpettaio, titolare di un distributore di metano. Lo aveva colpito al volto e all'addome facendolo stramazzare al suolo. Tonarelli quando era stato arrestato dai carabinieri aveva spiegato che la rivoltella era caricata a pallini. Ma invece i tecnici hanno appurato che nel caricatore c’era anche un proiettile vero. L’anziano aveva detto agli inquirenti che, siccome viveva vicino ai boschi, usava l’arma per sparare agli animali e alla vipere se si avvicinavano a casa sua. Tonarelli aveva anche raccontato di una lite per un albero a confine tra i due terreni. Ed è stata quella la causa scatenante l’alterco finito a pistolettate. Lui voleva tagliare qualche ramo perché faceva ombra al suo orto, Ciuffi, invece, non era d'accordo. La lite era degenerata. L’ex vigilante aveva detto di trovarsi nel giardino e di essere rientrato perché minacciato dal dirimpettaio. Spaventato, una volta in casa prendeva la rivoltella e la usava per difendersi. Una versione che però non aveva trovato conferme: per gli inquirenti aveva sparato in un impeto di rabbia. Senza essere minacciato. I suoi legali però insisteranno molto su questo punto. Gli avvocati Rinaldi e Brizzi inizialmente avevano proposto un patteggiamento di quattro anni, ma il sostituto procuratore Dello Iacono, che aveva ereditato il fascicolo dal collega Vito Bertoni, si era opposto. E quindi il gup non aveva potuto fare altro che rinviare a giudizio l’indagato.
L’episodio è avvenuto nella frazione di Campareccia, sulle alture di Massa, poco distante da Pian della Fioba. Lì i due protagonisti della vicenda abitavano da circa trent’anni. E si detestavano da tempo. Tonarelli e la moglie però quella casa l’avevano messa in vendita e si erano trasferiti in città, salendo ogni tanto per godersi il fresco e seguire l’orto. Quell’orto che secondo l’ex guardia giurata - avevano raccontato ai giornali alcuni conoscenti - rimaneva troppo ombreggiato per alcuni rami che, dal terreno di Ciuffi, si protraevano sul suo. E per questo chiedeva a Ciuffi di tagliarli. Motivo che accendeva la discordia, praticamente tutte le volte che si incontravano. Fino a quegli spari.
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