Il dolore
Il Pd ci prova ma lo strappo non si ricuce
I sette consiglieri (più Turri) tornano alla carica «Bugliani ci allontana dall’obiettivo dell’unità»
MASSA. Il Pd a riportar pace a casa sua ci prova (forse), ma non ci riesce. Tentativi di pacificazione falliti che si riflettono negli assetti di maggioranza con una riunione fiume ieri sera in cui si tenta di trovar la quadra.
L’onorevole Martina Nardi e la componente della segreteria regionale Patrizia Conti assicurano che la mozione grillina di sfiducia al sindaco, il Pd non la firmerà mai. I consiglieri Sabrina Bertelloni, Eleonora Biancolini, Elena Fruzzetti, Tomas Lazzarotti, Giorgio Raffi, Fabrizio Panesi, Domenico Ceccotti colgono la palla al balzo: le parole della Nardi - per parafrasare i consiglieri - annullano quelle di Bugliani sull’azzeramento della giunta. Il consigliere regionale interviene quindi nel dibattito e ribadisce di non essere disposto a compromessi e di lottare per il rinnovamento. Scatta quindi il botta e risposta e i consiglieri firmatari del primo documento (a cui si unisce Luigi Turri) tornano alla carica: «La risposta di Bugliani - scrivono - ci sembra in contraddizione rispetto alla posizione dichiarata nei giorni scorsi dal vicesegretario regionale Mazzeo il quale, attraverso un dichiarazione relativa alla proposta di M5S di sfiduciare l’operato del sindaco, lasciava chiaramente intendere che da parte del regionale si era fatto strada l’auspicio che il Pd locale ritrovasse l’unità; un’unità oggi necessaria per dare impulso ad un’azione amministrativa forte, in grado di dare risposte ai problemi e ai bisogni dei cittadini, i quali ci chiedono di superare logiche di palazzo e guardare ai fatti concreti. L’intevento (di Bugliani ndr) ci allontana dagli obiettivi programmatici amministrativi per riportarci in una situazione elettorale in cui si fa sfoggio di slogan, demagogia, accuse infondate e contrapposizioni fra nuova e vecchia politica che appaiono superate dai fatti e dalle persone». E ancora: «Non abbiamo parlato a nome del gruppo consiliare né del partito, ma a nome nostro: l’esperienza di alcuni unita all’entusiasmo dei giovani, ha fatto sì che non compissimo errori come invece ha fatto chi si è arrogato il diritto di parlare a nome di istituzioni che non rappresenta. Convinti che il silenzio che ha caratterizzato la nostra comunicazione non sarà più possibile, auspichiamo che il consigliere regionale con il bagaglio pieno di nuovo e di nuovismo, supportato da personaggi che coniugano tale esigenza ci stimoli portando, magari dopo un passaggio al partito, in consiglio comunale (dove ancora siede nella doppia veste), un confronto su temi come cave e ambiente, lavoro, economia e turismo, il ciclo dei rifiuti e delle acque e non per ultimo la sanità. Nonostante le parole di Mazzeo, in questo contesto politico potremmo verificare la reale convergenza delle forze politiche che sostengono la coalizione, insomma, se una parte di Pd è convinto che la maggioranza sia inadeguata e superata, che questa giunta non abbia il Dna del nuovismo tanto da non perdere occasione per attaccare l’amministrazione nonostante i tanti risultati, quale miglior occasione se non quella presentata dal Movimento 5 Stelle?
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