Il Tirreno

Torna la protesta in strada contro la Costa

Torna la protesta in strada contro la Costa

Domani nuova manifestazione con replica anche venerdì: volantini agli automobilisti di passaggio

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AULLA. «Non molliamo mai», spesso cantato dai bambini, era ormai lo slogan più gettonato durante le manifestazioni di piazza ad Albiano Magra contro la ditta Costa. E non hanno intenzione di mollare gli albianesi che chiedono la chiusura, possibilmente immediata, della ditta Costa e già da domani scenderanno di nuovo per strada. Infatti, durante una affollata riunione svoltasi lunedì sera hanno deciso di intensificare le azioni, che si dispiegheranno per altri tre mesi, come assicura uno dei capi della protesta, l'ex consigliere comunale aullese Walter Moretti. Quindi, si ricomincia domani dalle ore 8 alle ore 20 e venerdì si replica nella stessa fascia oraria, con un gazebo presso il momumento ai caduti della più popolosa frazione aullese e l'attraversamento delle strisce pedonali al pomeriggio per rallentare il traffico veicolare e avere, quindi, il massimo della visibilità sulla spinosa questione della ditta Costa, che riguarda, da tempo, la comunità di Albiano Magra: nel contempo, i manifestanti cercheranno di sensibilizzare più automobilisti possibile attraverso il volantinaggio. Del tutto inedita, e per certi versi pericolosa, la forma di protesta che dovrebbe essere adottata sabato mattina: infatti, i manifestanti si ritroveranno di fronte alla dismessa stazione ferroviaria di Caprigliola e dovrebbero partire a piedi alla volta di Aulla, percorrendo il tragitto di sette chilometri che li separa dal municipio, dove hanno intenzione di portare le loro ragioni all'attenzione del sindaco Silvia Magnani. Una passeggiata ecologica, come viene ribattezzata dai manifestanti. Le azioni in questione sono volte ad ottenere innanzitutto la chiusura della ditta Costa, ma i manifestanti hanno paventato altre possibilità, a partire dalla richiesta che la ditta Costa almeno si metta in regola con le autorizzazioni, visto che, secondo chi protesta, l'impresa guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa lavorerebbe in deroga ad autorizzazioni che sarebbero scadute nel 2010. Sullo sfondo rimane anche la possibilità che la ditta possa lavorare in futuro soltanto i rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata, anche se Mauro Costa è stato molto chiaro in merito: se ne può parlare, a patto che si possano lavorare i rifiuti da differenziare provenienti da tutta la Provincia di Massa Carrara, non solo dalla Lunigiana. Ma questo sarà materia, forse, di futuri tavoli istituzionali per uscire dal cul de sac seguito al rogo di domenica 4 ottobre, che ha distrutto un capannone pieno di rifiuti, e, soprattutto, all'ordinanza ancora in vigore del sindaco di Aulla, Silvia Magnani, che vieta di consumare frutta e verdura provenienti dagli orti compresi in un raggio di 400 metri dagli impianti di lavorazione dei rifiuti. Capannone che, va ricordato, sarebbe già in condizione di tornare ad essere utilizzato, ma che ancora attende il nulla osta della Provincia di Massa Carrara, con la conseguenza che per una quindicina di lavoratori della ditta Costa è stata richiesta la cassa integrazione. (G.U.)

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