Il Tirreno

Omicidio di Natale

Condanna di Andrea Mazzi: per i giudici non c’erano aggravanti

Condanna di Andrea Mazzi: per i giudici non c’erano aggravanti

Ecco perché non è stato applicato l’ergastolo. Risarcimenti: difficile per le parti civili ottenere i soldi delle provvisionali

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MASSA. Andrea Mazzi è stato condannato al massimo della pena, per quanto riguarda il collegio che lo ha giudicato colpevole del duplice omicidio di Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria. I giudici hanno escluso «le contestate aggravanti e le attenuanti generiche» e quindi a quel punto l’ergastolo non poteva essere applicato. È il dispositivo della sentenza letta dal presidente Giovanni Sgambati venerdì scorso nell’aula della corte d’assise a spiegare i trent’anni di reclusione. Aprendo anche ampie possibilità per la difesa di Mazzi - avvocati Enzo Frediani ed Elena Tongiani - per l’appello che verrà celebrato a Genova. Se il collegio di secondo grado concederà le attenuanti ecco che la pena scenderebbe a 24 anni. È un calcolo matematico, nulla più.

Il presidente Sgambati, né tantomeno gli altri giudici, la collega togata e i popolari, non vuole replicare alle accuse fatte dai familiari delle due vittime e alle perplessità del procuratore capo Aldo Giubilaro, saranno le motivazioni a parlare tra novanta giorni. Ma già da ora si capisce l’idea che hanno maturato quelli del collegio durante il processo. Mazzi non è partito da casa con il coltello per uccidere Fruzzetti e Baria, girava con il armato ma perché era stato coinvolto in risse e aveva paura della vendetta di quelli di Castagnara. Andrea ed Enrico si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Anche l’aggravante della crudeltà (per l’omicidio Baria) non è stata riconosciuta, perché se è vero che è stato raggiunto da otto coltellate è anche vero che si era in mezzo a una rissa dove c’era già stato un morto e dove un altro ragazzo (il fratello di Fruzzetti) era stato ferito seriamente. Anche l’aggravante dei futili motivi è stata spazzata via. E qui il merito va all’arringa di Frediani, che appena ha preso la parola ha spiegato chiaramente ai giudici che quello dovevano stabilire, se c’erano le aggravanti oppure no. Anche perché era pacifico che il suo assistito la notte del Natale del 2013 aveva ucciso due giovani. Una questione, come quella delle attenuanti che verrà riproposta a Genova in appello.

C’è poi l’aspetto dei risarcimenti: il collegio ha applicato le tabelle per le provvisionali, ovvero cinquantamila euro per i genitori e trentamila per i fratelli. In più trentamila euro per uno dei feriti di quella maledetta notte (Frank Della Pina). In più ci sono le spese processuali, circa centomila euro. Anche in caso di conferma in sede civile però sarà difficile vederli quei soldi per le parti. Mazzi non ha reddito, riceve qualcosa dallo stato per i lavori che fa durante la detenzione. Ma è una somma simbolica esigua, e probabilmente neppure pignorabile.

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