Il Tirreno

«Qui ci vuole un nuovo distretto»

«Qui ci vuole un nuovo distretto»

Arancioni all’attacco: via Tambura non basta, ora Volpi ci dà ragione

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MASSA. Non solo il trasporto pubblico da riorganizzare, non tanto la questione parcheggio a pagamento per dipendenti e visitatori. C’è un problema “grosso come una casa” da risolvere con l’avvento del nuovo ospedale delle Apuane. Quello della sanità “territoriale” e dei distretti socio sanitari. Lo sostengono gli Arancioni, con i consiglieri comunali Fabrizio Brizzi e Gabriella Gabrielli, che tornano, in primis, sulla vicenda del comparto stazione (era lì, secondo i piani della precedente amministrazione che doveva nascere il nuovo distretto). «Il comparto è stato inserito nel Regolamento urbanistico, ma il sito web del Comune non consente di accedere alla parte della documentazione on line relativa alla stazione. Aldilà di questo problema, che comunque significa impedire ai cittadini di presentare le osservazioni, noi diciamo: il sindaco Volpi garantisce che le previsioni di 50mila metri cubi di nuove costruzioni non ci saranno e che gli interventi concessi saranno meno della metà. Bene, ma aldilà degli annunci, l’amministrazione si sta muovendo perchè nel Regolamento vengano accolte queste volontà politiche?»

Brizzi e la Gabrielli sterzano poi sulla questione sanità e dicono: «Il sindaco dice che bisogna trovare una sede per realizzare il nuovo distretto sanitario. Allora vuol dire che avevamo ragione noi, e cioè ora lo ammette anche Volpi, che sarebbe stato più opportuno mantenere la precedente progettualità e costruire il distretto nella zona Stazione. La sostanza, accusano, è che il distretto ci vuole e il potenziamento di quello di via Bassa Tambura non basterà a soddisfare i bisogni della nuova sanità territoriale. «Volpi – attaccano ancora gli Arancioni – ha dichiarato che c’è un accordo con la Regione per finanziare il nuovo distretto. Ci dica allora cosa prevede questo accordo e dove vuole realizzarlo visto che è il primo cittadino stesso a riconoscere che il centro di via Tambura non è sufficiente».

Infine, gli Arancioni sollevano la questione della farmacia territoriale: «La farmacia è stata spostata a Carrara senza che l’amministrazione di Massa abbia fatto alcuna resistenza. Dimenticandosi dei suoi cittadini. Da oggi, se un anziano ha bisogno, ad esempio di fare rifornimento di pannoloni, deve necessariamente andare a prenderlo a Carrara. Con disagi e problemi comprensibili per lui e per i suoi famigliari».

Ce n’è quanto basta, sostengono insomma gli Arancioni,, per chiedere che sia convocato un consiglio comunale “ad hoc” sulla sanità.(c.f.)

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