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Cemento aVilla Ceci: i rischi di un salvataggio “a tempo”

 Cemento aVilla Ceci: i rischi di un salvataggio “a tempo”

Le modifiche delle previsioni al Poc avrebbero validità soltanto per 5 anni Per questo Legambiente chiede modifiche al Piano strutturale

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CARRARA. “No, non basta modificare il Poc (piano operativo comunale) per salvare Villa Ceci. Bisogna cambiare il Piano strutturaler, per evitare che il no alla cementificazione sia a “tempo determinato”. E che tra cinque anni ci si ritrovi con progetti di edificazione nel parco pronti a partire». Legambiente ritorna in campo a difesa del verde dell’area Ceci e lo fa con un intervento “tecnico” su quali debbano essere gli strumenti normativi per una “vera” salvaguardia di quella zona.

Una premessa per capire meglio. Il Piano strutturale è un piano generale che non entra nel dettaglio della disciplina urbanistica, mentre il Poc piano operativo comunale (che in altri Comuni si chiama ancora Regolamento urbanistico), ha il compito di definire questo dettaglio, indicando, per ogni zona, le specifiche destinazioni d'uso e le funzioni, le modalità di intervento sul patrimonio edilizio esistente sia all'interno che all'esterno del territorio urbanizzato. Il Poc, dunque, disciplina gli insediamenti esistenti, con norme valide a tempo indeterminato; e le trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio, con norme in questo caso di che validità quinquennale. Perciò, quando il Poc recepisce integralmente, "integra" o "congela" una previsione di trasformazione o di nuovo insediamento dettata dal Piano strutturale questa scelta ha valore solo per 5 anni. E questo è il caso di Villa Ceci.

Dunque, sostiene Legambiente, «se si intende realmente salvaguardare l'area di Villa Ceci anche per ragioni di sicurezza idraulica ed idrogeologica annullando il nuovo insediamento di 1.341 abitanti previsto dal Piano strutturale occorre procedere, senza indugio, alla revisione del Piano Strutturale eliminando le previsioni di trasformazione. Se si eliminano tali previsioni solamente dal Poc, infatti, dopo 5 anni l'area diventa nuovamente edificabile, in coerenza con la trasformazione prevista dal Piano strutturale». In altre parole, insiste l’associazione ambientalista, «se si vogliono attuare delle politiche di tutela ambientale, di sicurezza idraulica ed idro-geologica del territorio che siano serie e concretamente realizzabili, con un efficace contenimento o addirittura azzeramento (come già altri comuni in Toscana hanno fatto) delle forme di cementificazione e di espansione dell'urbanizzazione, bisogna operare sul Piano Strutturale e non su un nuovo Piano Operativo Comunale, che dello strutturale è semplice attuazione».

Più in generale, Legambiente parla di un Piano strutturale – in particolare nella sua "sciagurata" variante del 2012 (quella attuata dall'attuale amministrazione) - che «prevede un perimetro di territorio "urbanizzato" abnorme, includente addirittura bracci di mare, bacini marmiferi montani, aree agricole o peri-agricole che di urbanizzato hanno poco o nulla (come Anderlino, Fossone alto, Battilana e il Muraglione), fino a cave dismesse oggetto di programmati recuperi ambientali». Mantenere nel Piano questo abnorme perimetro urbanizzato, definendo così l'intera piana costiera (da Fossone-Nazzano fino al mare) come un'unica omogenea piastra urbanizzata, significa «confermare la volontà edificatoria, a dispetto dei dichiarati intenti di tutela e di messa in sicurezza del territorio», dicono.

«Oggi – proseguono – prendiamo atto con piacere di un possibile cambiamento di rotta dell'amministrazione per interrompere il consumo di suolo come, in conformità alla legge regionale già altri comuni hanno fatto. Tuttavia, se si vuole davvero farlo, occorre cambiare lo strumento principale di governo del territorio, cioè il Ps eliminando da esso (quindi stabilmente) le previsioni edificatorie in Villa Ceci . Diversamente, le dichiarazioni della maggioranza si riducono ad operazioni di maquillage urbanistico e di pura propaganda: una "presa in giro" della cittadinanza».(c.f.)

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