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Amare Marina: «Altri 500 milioni per banchine vuote»

Amare Marina: «Altri 500 milioni per banchine vuote»

MARINA DI CARRARAA. «Si vogliono spendere 500 milioni di soldi pubblici per ampliare il porto con altre tre banchine quando le quattro esistenti sono quasi sempre deserte». Il tema dell’economicità...

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MARINA DI CARRARAA. «Si vogliono spendere 500 milioni di soldi pubblici per ampliare il porto con altre tre banchine quando le quattro esistenti sono quasi sempre deserte». Il tema dell’economicità dell’operazione porto, legata alla variante al piano regolatore portuale, è al centro di una lettera intervento che l’associazione Amare Marina ha inviato al presidente della commissione europea, al presidente del consiglio dei ministri, al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al ministro dell'economia e delle finanze, al ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio e del mare, al presidente della Regione Toscana, al presidente della Provincia, al presidente del consiglio del Comune e per conto alla procura, al consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani, al consigliere regionale del M5S Giacomo Giannarelli.

Una operazione, secondo l’associazione - parlano il presidente Dariella Piolanti e il vice Carla Gianfranchi - non economica visti gli scarsi traffici mercantili e poi con il rischio dell’erosione delle spiagge e anche dell’alluvione visto che il nuovo porto insiste sulla foce del Carrione. «La variante prevede - sta scritto nel docu,mento - la realizzazione di almeno altre tre banchine commerciali, nonché di un porto turistico. Tutte opere collocate alla foce del torrente Carrione, già esondato nell'anno 2014 con conseguenti danni alla popolazione per milioni di euro. In tutti questi anni l'Autorità Portuale ha sostenuto questo progetto affermando che esso sarebbe stato funzionale all'incremento del traffico commerciale dello scalo carrarese, in ciò dimenticando che lo scalo stesso costituito di 4 banchine, è ormai praticamente deserto. Inoltre le motivazioni dell'Autorità Portuale non hanno alcun fondamento scientifico, tanto che la stessa Autorità Portuale si vede costretta a riconoscere questa circostanza nello studio sui traffici portuali realizzato dall'associazione temporanea d'imprese Progetti e Opere e Crea. Nel presentare le conclusioni dello studio sta scritto infatti: "Gli scenari previsionali: la scelta di un opportuno scenario previsionale da implementare per potere calcolare il flusso di merci che può interessare l'area portuale, è abbastanza ardua; questo è dovuto sia a variabili di natura economica, quali ad esempio l'incertezza della crisi internazionale, sia alla complessità delle interconnessioni delle strutture di trasporto, ma anche dalle scelte future di governance delle autorità in materia di trasporti”.

Secondo Amare Marinaba, Amare Marina, «queste considerazioni si intendono riferite ad un'analisi dei traffici minimi, ovvero che non tiene in alcun conto l'impulso fornito dal potenziamento dell'infrastruttura e dall'aggressione consequenziale di nuovi mercati, senza dubbio esistente ma non stimabile. Infatti, ovviamente, dato che essi sono del tutto aleatori e neppure stimabili, in nessuno dei documenti allegati alla variante al Prp, c'è traccia alcuna di proiezioni circa l'incremento in termini di benefici economici per la nostra comunità sia in termini di occupazione che di reddito. Ciò in buona sostanza significa che si vogliono impiegare oltre 500 milioni di pubblico denaro, denari dello Stato, ovvero denari dei cittadini già chiamati attualmente ad ingenti sacrifici, per un'opera i cui risvolti economici, occupazionali e di reddito sono imponderabili».

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