Il Tirreno

A lezione fra aule nei container e calcinacci a terra

di Melania Carnevali
A lezione fra aule nei container e calcinacci a terra

Sono pochi in provincia gli edifici scolastici a norma La situazione più critica in Lunigiana, zona sismica

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MASSA CARRARA. A Fivizzano gli studenti dell’istituto agrario Pacinotti fanno lezioni nei container. A Carrara, quelli del liceo scientifico Marconi sono ospitati insieme a quelli dell’istituto tecnico Galileo Galilei nella sede di Avenza. A Massa gli alunni del commerciale Salvetti sono momentaneamente - dopo il crollo dell’intonaco dal soffitto - all'istituto Barsanti, in attesa della fine dei lavori nella propria sede, che poi cambierà. È lo stato di salute - o malattia - degli edifici scolastici superiori - quindi quelli gestiti dalla Provincia nel territorio apuano: oltre ai piccoli problemi di manutenzione, che non si contano più - infiltrazioni, porte rotte o strutture fatiscenti - in ballo c'è, soprattutto, la sicurezza.

Da circa tre anni la Provincia ha avviato infatti un programma di verifiche sismiche delle strutture, attraverso tre livelli di analisi: quello di partenza “a vista”, primo livello di analisi e secondo livello, più approfondito, con ricostruzione del materiale usato. Da un primo check up, emerge che la situazione più critica è in Lunigiana, proprio perché territorio considerato a alto rischio sismico secondo la classificazione dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Di conseguenza anche gli edifici devono rispettare standard, nemmeno pensabili anni fa, al momento della loro costruzione.

Più critica, dicevamo, ma anche più fortunata, dal momento che per queste aree esistono diversi fondi regionali per l’adeguamento dell’edilizia scolastica alle normative antisismiche.

Nell’area di costa, invece, la reperibilità dei fondi è molto più complessa. Per comprendere a fondo la problematica relativa alle scuole dal punto di vista degli edifici non si può prescindere da una constatazione di fondo, inoppugnabile: la politica del Governo Renzi nei confronti delle Province, con i prelievi forzosi dalle casse delle stesse Province, di 1 miliardo nel 2015 e, se confermato, 1 miliardo 600 milioni di euro, nel 2016, continua a spuntare le “poche” frecce che le Province avevano e hanno nella propria faretra. Ecco quindi il punto delle scuole - per quanto riguarda la sicurezza- della provincia.

Massa. Nel capoluogo di provincia le situazioni più complesse sono al già citato istituto commerciale Salvetti e all’istituto alberghiero Minuto.

Nel primo, settimane fa, è caduto l’intonaco dal soffitto sopra una alunna, provocandole fortunatamente solo un mal di testa. Attualmente sono in corso i lavori al piano terra, che deve essere interamente controsoffittato, e gli alunni sono stati trasferiti al Barsanti. In questi giorni le sette classi torneranno all’interno dell’istituto e tutto tornerà alla normalità.

Ma quella scuola ha anche problemi di spazi, dal momento che il numero degli iscritti è cresciuto notevolmente negli ultimi anni. Per creare nuove classi sono stati sacrificati i laboratori, che invece la scuola necessita. Un’opzione, al vaglio della Provincia, è quello di trasferire - dal prossimo anno - l’intera scuola nella palazzina di via Delle Carre, accanto al Barsanti, ma sono allo studio anche altre ipotesi.

All’alberghiero il tetto, divelto da una tromba d’aria, è stato recentemente ancorato, un’ala dell’edificio è chiusa e inutilizzabile. Dopo i primi interventi, alcune classi che erano state trasferite all’istituto Toniolo, sono potute rientrare, ma molte rimangono fuori sede.

Inoltre c’è il nodo del convitto, polmone della scuola, che ospita circa cento alunni. Da tempo ha cambiato sede perché la precedente non aveva i requisiti di legge: è ospitato adesso in un edificio privato per cui la Provincia paga 85 mila euro all’anno d’affitto, oltre alle spese dei consumi, soldi che l’ente però ha forte difficoltà a trovare nei propri bilanci (non a caso ha chiesto l’aiuto anche della Regione, del Comune e dell’istituto stesso).

L’opzione sembra adesso essere quella della ristrutturazione da parte del Comune della colonia Ugo Pisa. Ma anche in questo caso siamo ancora nella fase embrionale, confermata però durante l’incontro sulleex colonie che si è tenuto settimana scorsa alla Torre Fiat.

Carrara. Qui i più grandi disagi si sono fatti sentire con il Marconi, sede storica del liceo scientifico non più agibile. La Provincia ha optato per il suo intero trasferimento nell’edificio scolastico in via Campo D’Appio, sede del Galilei. I lavori di adeguamento della struttura sono iniziati e per il momento gli alunni sonno divisi fra l’Itis (dieci classi) e la scuola media Da Vinci (altre quindici classi). Entro il 20 dicembre i lavori dovrebbero terminare e dopo Natale gli alunni dovrebbero riunirsi tutti al Galilei. Questo perlomeno il piano della Provincia.

Lunigiana. A Villafranca è in corso un walzer di classi. Il liceo scientifico Da Vinci è dislocato in un ex convento e avrebbe bisogno - fa sapere la Provincia - di adeguamenti sia funzionali sia tecnologici impensabili in quella vecchia struttura. Quindi nell’immediato è stato pensato di recuperare alcune aule per arrivare a ospitare le 14 classi necessarie per l’anno accademico in corso, in vista poi del trasloco nel nuovo polo scolastico. Lo scheletro della struttura è esistente. Sono attualmente in corso i lavori per la realizzazione delle 14 classi dello scientifico che termineranno, nelle previsioni, a febbraio del 2016. In una seconda fase verranno realizzate anche le 5 classi dell’istituto commerciale Belmesseri (ex Einaudi) attualmente dislocato in un edificio comunale. Anche questo infatti, la sede del Belmesseri, avrebbe bisogno di interventi impensabili per quel tipo di struttura.

Inoltre, grazie a un finanziamento di 700mila euro in accordo tra Comune e Provincia, verranno realizzati nel nuovo polo scolastico, nuovi spazi in un’altra ala per i laboratori di entrambi gli istituti.

A Fivizzano la situazione è diventata critica dopo il terremoto del 2012 - peggio ancora poi con il sisma del 2013 - che ha reso inagibili tutte le strutture. Il socio pedagogico Pacinotti è stato spostato in un fondo comunale dove ci sono anche le elementari, mentre gli alunni dell’agrario fanno lezione nei container.

La Provincia, per risolvere l’emergenza dell’edilizia scolastica in quella zona, sta optando di demolire l’ex Sambuchi e di costruire al suo posto un nuovo polo scolastico dove trasferire sia l’istituto tecnico che l’agrario; soluzione questa che è ancora al vaglio anche del Comune di Fivizzano e che però ha già sollevato critiche di alcune forze politiche di opposizione, contrari alla demolizione dello stabile «perché i tempi si allungherebbero».

Qui, in ogni caso, i problemi sono i soldi, che non ci sono: il territorio sta aspettando ancora i fondi regionali per il terremoto di tre anni fa. Si tratta di quasi 3 milioni di euro (2.890.000 per la precisione), che se arrivassero permetterebbero di riportare gli alunni di Fivizzano in aule sicure e di chiudere il cerchio della sicurezza almeno in Lunigiana.

Analisi delle strutture. In tutto questo - fa sapere la Provincia – proseguono anche le operazioni di verifica sui solai degli edifici scolastici del territorio: la scorsa settimana sono iniziati i controlli all’edificio dell’Iti Meucci di Massa, per cui è stata comunicata alla scuola la necessità di sospendere l’attività didattica per qualche giorno che riprenderà oggi. Proseguiranno, invece, alcune attività di messa in sicurezza di alcune porzioni dell'istituto a cura dei tecnici e delle ditte incaricate dalla Provincia. «A fronte, quindi, di queste attività di messa in sicurezza,- fanno sapere dalla Provincia - l'utilizzazione di alcuni spazi dell’istituto subirà, nelle prossime settimane, alcune limitazioni che, in accordo con la dirigenza scolastica, renderanno, comunque, possibile lo svolgimento dell'attività didattica».

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