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Posteggio salato al nuovo ospedale e nessuno stallo gratis, scoppia la bufera

Posteggio salato al nuovo ospedale e nessuno stallo gratis, scoppia la bufera

Mauro Rivieri si incatena per protesta alla recinzione del Noa. E Benedetti: il sindaco Volpi non firmi l’accordo con il gestore

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MASSA. Chi parcheggia al nuovo ospedale paga un euro l’ora. Posteggio gratis solo durante l’orario in cui è consentito il passo per le visite in reparto. Le tariffe sono state fissate con un accordo regionale: il costo massimo giornaliero è di 4 euro e dalle 22 alle 6 è previsto un forfait di 2 euro e 50 centesimi. Fino a 20 minuti di sosta il parcheggio sarà gratuito.

Parcheggio a pagamento, quindi. E non è finita qui: è impossibile trovare un posto auto gratuito vicino all’ospedale. Per un semplice motivo: non ce ne sono e non possono essercene. L’accordo con cui sono stati definiti tariffe e costi di abbonamento prevede che nel raggio di 400 metri dall’ospedale, il Comune non creii aree di sosta. A gestire gli stalli è il privato (Ge.Sat) perchè così prevede la formula del project financing con cui è stato realizzato l’ospedale: i soggetti privati finanziano - o cofinanziano - l’opera e rientrano della spesa sostenuta gestendo appunto una serie di servizi tra cui i parcheggi .

Una soluzione che fa alzare la barricate. Ieri mattina, il consigliere Stefano Benedetti (FI) e Mauro Rivieri, Presidente dell’Associazione Massa Città Nuova hanno manifestato, insieme ad un gruppo di cittadini, contro l’Asl e il gestore dell’ ospedale, la società Consortile Ge.sat perché - spiegano Rivieri e Benedetti - «gli stalli per la sosta presenti all’interno del Noa sono tutti a pagamento e nel contempo per solidarizzare con i dipendenti delle ditte di pulizia che per recarsi a lavorare dovranno farsi carico del costo del ticket per parcheggiare». Mauro Rivieri, megafono alla mano, dopo aver illustrato i motivi della protesta, si è incatenato alla recinzione dell’ ospedale per due ore.

Stefano Benedetti e Mauro Rivieri chiedono al sindaco Volpi di non sottoscrivere (come è stato fatto per gli altri ospedali) l’accordo che fissa il costo del parcheggio e impedisce la realizzazione di posteggi bianchi perché - spiegano - i posti auto gratuiti sono obbligatori, nel rispetto della legge.

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«Mi sento in dovere di intervenire sulla gestione dei parcheggi del nuovo ospedale di viale Mattei - scrive Benedetti ad Asl, sindaco e prefetto - poichè credo che il nostro Comune non debba assolutamente sottostare al ricatto del gestore, concretizzatosi con l’accordo proposto di tariffe imposte e abbonamenti, con l’obbligo però di non realizzare aree di sosta gratuita in un raggio di almeno 400 metri dall’ospedale e purtroppo già firmato dai sindaci di Pistoia e Prato. Tale soluzione - Benedetti motiva il suo diniego - metterebbe in forte difficoltà tutti i cittadini, soprattutto le fasce più deboli, costrette a pagare il parcheggio o in alternativa ad intasare le piccole strade della zona con tutte le conseguenze e i disagi del caso. Non si è tenuto conto dell’obbligo di istituire zone di parcheggio gratuito o libero in prossimità di aree in cui sia previsto solo il parcheggio a pagamento. Quindi, essendo la struttura e anche l’area di parcheggio di proprietà interamente pubblica, anche se la gestione è privata, la Ge.Sat è obbligata a garantire una percentuale di parcheggi liberi pari almeno al 30% (240 stalli totali) oltre quelli destinati ai dipendenti».

Benedetti cita anche una sentenza con cui la Cassazione ha annullato l’istituzione di parcheggi a pagamento in Comuni in cui non era garantita la percentuale di stalli bianchi prevista dal codice della strada. Ma per il consigliere la questione è soprattutto sociale: «Ci troviamo in presenza di un ospedale pubblico pagato dai cittadini per avere in cambio servizi sanitari e non è accettabile che, né all’interno dell’ospedale nè all’esterno, non ci siano aree di sosta gratuite. In alternativa e nel caso in cui la Ge.Sat si rifiutasse di modificare il piano dei parcheggi sarà necessario individuare un’area limitrofa in cui realizzare un parcheggio di 250-300 posti auto e il presupposto per arrivare a ciò è quello di non firmare l’accordo con la Regione Toscana e il gestore».

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