Il Tirreno

Lavorano all’ospedale ma senza stipendio

La storia di decine di dipendenti dell’impiantistica: il sistema del subappalto li ha incastrati

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MASSA. Elettricisti, idraulici, metalmeccanici che hanno lavorato mesi per la realizzazione di un’opera pubblica senza ricevere lo stipendio, e che adesso si ritrovano senza soldi e senza lavoro. È una delle storie che arrivano dal nuovo ospedale unico, realizzato con un project financing: una storia di appalti, subappalti, rimpalli fra ditte sparse per l’Italia fino alle ultime della catena, quelle che materialmente hanno eseguito i lavori, senza essere però pagate. È successo, in particolare, con due ditte dell’impiantistica a cui sono stati subappaltati i lavori, una delle quali è finita in concordato, l’altra è fallita. E così decine di operai si sono ritrovati a lavorare, indirettamente per il pubblico, senza ricevere lo stipendio. «E a rimetterci sono sempre e solo i lavoratori - commenta Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil - Sono sempre gli ultimi della catena, in questo gioco che punta al ribasso, al risparmio, ma che per un lavoratore significa perdere lo stipendio senza nessuna tutela. E questo nuovo ospedale sembra basarsi tutto su questa logica».

Oltre infatti alle ditte subappaltatrici che hanno costruito il nuovo ospedale (e che adesso si trovano in difficoltà), anche i settori delle mense e delle pulizie sono appaltati. «Con il Noa - continua Gozzani - due ospedali confluiranno in uno; e se per i dipendenti diretti non ci sono problemi, per gli indiretti, sì. Ci sarà infatti una riduzione dell’orario di lavoro a fronte di un aumento del lavoro e questo perché questi lavoratori “in appalto” non hanno nessuno garanzia, nessuna tutela». In sostanza le ditte appaltatrici non hanno obblighi, come può averli un ente pubblico. Ne consegue che la gestione del lavoro è più flessibile. Ed è proprio per questo che giovedì pomeriggio decine di lavoratori e lavoratrici della Dusmann, ditta che si occupa attualmente delle pulizie, sono scesi in piazza. Con l’entrata in funzione del nuovo ospedale, l’azienda manterrà il servizio nei distretti sanitari e a Monterosso mentre gli interventi al Noa saranno curati da Closer. Questo dovrebbe comportare un passaggio di personale da una ditta all’altra, ma con l’apertura del Noa, secondo i sindacati, gli spazi da pulire aumenteranno mentre le ore a disposizione diminuiranno. Su Carrara e nei distretti sono previsti infatti 685 ore, mentre al Noa le pulizie saranno effettuate in 1188 ore. Rispetto alle attuali 2436 ore, gli addetti lavoreranno dunque 590 ore in meno a fronte. «Bisogna trovare forme di tutela sugli appalti - continua il segretario della Cgil - Anche perché sono ditte che hanno a che fare con il pubblico e non concepibile che i diritti dei lavoratori vengano calpestati in questo modo». E intanto il sindacato informa di aver preso in affitto un fondo nel nuovo ospedale «proprio - fa sapere Gozzani - per stare più vicini a queste dinamiche di appalti e subappalti e avere un contatto diretto con i lavoratori».

Melania Carnevali

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